Agenzia di sanità pubblica: ”Risarcimento per contratto d’oro a Clini”

“Condotta gravemente colposa”. La sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Lazio ha bollato così il provvedimento con cui nell’aprile 2006 è stato siglato il contratto tra l’Agenzia regionale di sanità pubblica – il cui presidente all’epoca era il senatore Lucio D’Ubaldo – e Claudio Clini (nella foto), nominato da questo direttore generale dell’ente strumentale della Regione. L’esponente del Pd, attualmente vicepresidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, secondo i magistrati contabili avrebbe sottoscritto un accordo “esorbitante rispetto a quanto previsto dai parametri di legge” e dovrà restituire allo stesso ente 170 mila euro. L’irregolarità sarebbe emersa durante una verifica amministrativa del ministero dell’Economia del 2008, quando già il pesante debito della sanità del Lazio, aveva messo in allarme istituzioni e amministratori. L’accordo prevedeva un onorario di 193 mila euro annui più il 20 per cento di premio di produzione, cifra che nessun direttore generale delle aziende sanitarie e ospedaliere del Lazio, sottoposte a piano di rientro, ha mai percepito, che ha fatto individuare ai magistrati contabili “una palese violazione della disciplina in materia”. Il senatore del Pd invoca la propria buona fede e parla di contratto sottoposto a tutte le verifiche del caso mentre i giudici ravvisano “un mancato supporto dell’apparato amministrativo alla attività contrattuale dell’Asp”.

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