Forlanini-Bambino Gesù seconda puntata. La sigla della dichiarazione d’intenti, con cui l’8 febbraio scorso la Santa Sede manifesta al governo italiano l’intenzione di trasferire l’ospedale pediatrico nell’ex sanatorio di Monteverde, ha avuto un seguito. Con l’interrogazione 162 del 12 aprile 2024, a firma della consigliera regionale Alessandra Zeppieri del Polo progressista, si fa presente che “da anni i comitati dei cittadini e le associazioni del territorio si battono perché la struttura rimanga di proprietà pubblica, venga recuperata e restituita alla sua vocazione sanitaria e sociosanitaria, salvaguardando l’unità architettonica del complesso e valorizzandone il patrimonio culturale, museale e naturale”. Istanze legittime, rafforzate da una realtà che penalizza fortemente i servizi pubblici della Asl Roma 3 nei distretti sanitari Gianicolense e Portuense, che Zeppieri puntualmente fa presenti. “La Regione Lazio, pur sotto piano di rientro dal deficit, sostiene enormi spese per fitti passivi di sedi e funzioni regionali – scrive la consigliera – nonché di alcuni importanti servizi della Asl Roma 3 e dell’Azienda Ospedaliera San Camillo, che potrebbero trovare la loro sede ideale all’interno del complesso Carlo Forlanini con grande risparmio per le casse regionali, contribuendo in modo significativo a ridurre le liste di attesa”. Nell’elenco compaiono il poliambulatorio di via Ramazzini, il dipartimento di Prevenzione situato in locali inidonei in via dell’Imbrecciato, la sede del distretto XII, la diagnostica per immagini e la sede del 118, in affitto nei locali dello Spallanzani. Una situazione che va avanti da decenni, con un salasso per le casse pubbliche di circa tre milioni l’anno. Per non parlare dei servizi carenti sul territorio, come la riabilitazione motoria e respiratoria, attualmente fornite soltanto dai privati. Chissà cosa ne pensa la Corte dei conti. Soprattutto perché Zeppieri insiste nel rammentare agli assessori regionali competenti (tra le righe leggasi il presidente Francesco Rocca) a cui è diretta l’interrogazione, che sono stati stanziati 23 milioni per reperire posti letto dai privati e che varie delibere di giunta avevano previsto tutt’altra destinazione per il grande complesso di Monteverde, tra cui una Rsa pubblica di 80 posti residenziali e una casa della salute. La risposta è stata fornita nell’aula della Pisana, dall’assessore alle Politiche sociali Massimiliano Maselli nella seduta del 18 aprile ed è stata “Telegrafica – ha esordito l’assessore – perché ad oggi nessun atto è stato adottato da parte degli uffici regionali competenti in quanto, allo stato attuale la Regione Lazio non ha ricevuto alcun tipo di richiesta di acquisto da parte della Santa Sede per l’immobile”. I regionali gettano la palla in tribuna quindi e si spera che ciò serva a riprender fiato, almeno per segnalare a un governo ben intenzionato con il Vaticano, che forse un piano B non sarebbe del tutto sgradito alla collettività.

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