“La Regione Lazio sottrae fondi al servizio pubblico”. Esordisce così un comunicato diffuso da Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e Lazio, e Giancarlo Cenciarelli, segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio. “Altri 8 milioni di euro saranno destinati dalla Regione Lazio per l’affitto di posti letto presso strutture sanitarie private. In poco meno di anno, dall’insediamento della giunta Rocca, sono già quasi 50 i milioni di euro di risorse pubbliche dirottate sulla sanità privata sottraendoli alla sanità pubblica”, continuano i sindacalisti. La replica del presidente Francesco Rocca non si è fatta attendere, è arrivata con un video diffuso via social. “Queste prime risposte che stiamo dando in sanità probabilmente fanno male a un centrosinistra in preda a una crisi di nervi – attacca – dopo dieci anni nei quali sono stati al governo e hanno ridotto la nostra sanità al disastro senza mai dare risposte concrete”. I sindacalisti, oltre a rimproverare il loro mancato coinvolgimento su scelte importanti in sanità, bollano come falso il fatto “che non ci siano le disponibilità economiche per poter investire sul rafforzamento dei servizi pubblici, a partire dal rispetto dei tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche e il decongestionamento dei pronto soccorso” e chiedono a Rocca un passo indietro per “mettere a disposizione gli investimenti di cui abbisognano lavoratrici e lavoratori del servizio sanitario regionale”. Anche su questo il presidente è pronto a ribattere: “Sono arrivato e ho trovato una situazione di sovraffollamento dei pronto soccorso, dovuta al fatto che per dieci anni non c’è stata una programmazione rispetto una popolazione che invecchia. Ho quindi avviato un progetto sperimentale che coinvolge le strutture private che si sono messe a disposizione e che non hanno autonomia di ricovero, per le degenze di minore intensità”. Rocca passa poi all’argomento scottante delle risorse: “Rimproverano me per alcuni milioni di euro, quando Alessio D’Amato, l’assessore alla Sanità del governo Zingaretti, in cinque anni ha aumentato la spesa verso il privato di mezzo miliardo di euro”. Torna in mente un episodio remoto, la tavola rotonda  del 24 settembre 2021 al Chiostro del Bramante “La nuova sanità dopo il Pnrr”, in cui l’allora assessore D’Amato, si confrontò con i vertici Aiop, l’associazione della ospedalità privata promotrice dell’evento. In ballo c’erano i 15 miliardi del Pnrr da investire su digitalizzazione, telemedicina, assistenza domiciliare, Case di comunità. “Come verranno utilizzati questi finanziamenti? – aveva esordito Jessica Faroni, presidente Aiop – oggi siamo qui per capire cosa può fare la sanità privata per il sistema nell’ambito del Pnrr”. Pronta la risposta di D’Amato: “La nuova sanità sarà costruita con il contributo dell’ospedalità privata. Il metodo di lavoro che abbiamo attuato nel contrastare il Covid sarà mantenuto: un metodo di lavoro unitario. Questo lavoro, se lo proseguiamo insieme, porterà beneficio alla qualità dell’assistenza perché nel pubblico e nel privato abbiamo grandi professionisti”. Un elemento sufficiente in mano a Rocca per puntare l’indice in fatto di risorse elargite, verso chi lo ha preceduto e rivendicare la sospensione dell’accreditamento di ben 27 strutture private che non hanno messo a disposizione le proprie disponibilità per visite ed esami da trasferire al centro di prenotazione regionale.

 

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