Regione Lazio: progetti di cura per il territorio

Assistenza, ascolto, accompagnamento: questo è lo spirito del progetto regionale “Curare@casa”, che la Regione Lazio ha mutuato da una intesa siglata lo scorso 4 agosto tra il governo e la Conferenza Stato-Regioni e ha fatto proprio con la determinazione G13421 del 4 novembre 2021, che promuove il “lavoro di comunità e la rete di prossimità per un benessere consapevole e sostenibile”. In sintesi: si tratta di attivare una rete di cure territoriali che si connotano con un miglioramento dell’assistenza domiciliare per soggetti fragili e l’offerta di una residenzialità “leggera” per persone con particolari patologie psico-fisiche. Il progetto ha in realtà una lunga gestazione. Parte dal decreto numero 34 del 2020 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, un importante testo con cui si stabiliscono interventi urgenti per l’assistenza a casa ai malati e si estende tale opportunità a categorie di soggetti in difficoltà, nel principio della “piena integrazione sociosanitaria” sulla base di “Linee di indirizzo per la realizzazione dei progetti regionali sulla sperimentazione di strutture di prossimità”. Il tutto con il coinvolgimento del volontariato, delle istituzioni locali e di enti del Terzo settore. Negli intenti è prevista la presa in carico e la gestione della fragilità e della cronicità attraverso soluzioni di cohousing e di potenziamento dell’assistenza domiciliare. Il progetto, partito il 1° novembre come sperimentazione, avrà durata biennale, fino al 31 dicembre 2022 e si avvarrà di risorse pari a 2 milioni e 400mila euro annui. Sono coinvolte tre aziende sanitarie di Roma e provincia: la Asl Roma 1, la Roma 2 e la Roma 4. I programmi di ascolto, presa in carico, cura e inclusione si rivolgono a particolari fasce di popolazione svantaggiata, rispettivamente: gli anziani del quartiere Flaminio (Asl Roma 1) molti dei quali, in significativa percentuale, vivono soli. Poi gli abitanti dei quartieri di Roma Est (Asl Roma 2), in cui si rilevano particolari condizioni di difficoltà sociale e un tasso di mortalità nettamente superiore a quello di natalità. Infine, per la Asl Roma 4 (Civitavecchia), sono prese in considerazione le dipendenze patologiche da sostanze, da gioco, da alcol e, in generale il disagio psichico e psicologico. Punti di forza di “curare@casa”, l’individuazione del budget di salute individuale e di comunità, il ricorso alla telemedicina, i Team di comunità, gruppi multiprofessionali costituiti da assistenti sociali, infermieri, fisioterapisti e all’occorrenza professionisti dedicati al tipo di bisogno espresso dai beneficiari del progetto.  

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