“Affaire” israelitico: l’ambiguità delle intese

israeliticoLa vicenda ospedale Israelitico-Regione Lazio si tinge di giallo. Apprendiamo in queste ore che, dal palazzo di via Rosa Raimondi Garibaldi sarebbero spariti documenti relativi ai protocolli d’intesa sottoscritti nel 2011 e nel 2012 dall’allora presidente Renata Polverini. E la matassa è sempre più ingarbugliata. Tutto comincia nel 2006, nell’ospedale romano della Magliana, al cui vertice è da anni Antonio Mastrapasqua. Cure dentarie con richieste di rimborso alla Regione che sembrano parificate a interventi chirurgici. Senza alcuna autorizzazione regionale, per dirla nel linguaggio burocratico “accreditamento” per l’odontoiatria. Nel 94 per cento dei casi controllati sulle cartelle cliniche, le pretese della struttura sembrano piuttosto elevate. Su 12.981 ricoveri verificati, ben 12.159 sono risultati “incongrui e inappropriati”, si legge nella memoria dei legali della Regione, che ha sospeso il pagamento di oltre 15,5 milioni di euro alla struttura. Per questo Nicola Zingaretti, a luglio scorso, ha congelato i due protocolli che, peraltro, lo stesso governo aveva bocciato. La vicenda e’ tutta ripercorsa in una memoria dei legali della Regione, a partire dal 2009, quando la Asl Roma D scopre la punta dell’ iceberg: su 69 cartelle relative a interventi di gengivoplastica e chirurgia maxillo-facciale, due sono risultate “inappropriate” e 67 “non congrue”. Ma soprattutto, fa notare la Asl, “le prestazioni venivano erogate in regime di day hospital sebbene l’ospedale non fosse mai stato accreditato per odontoiatria”. In seguito a ulteriori controlli, l’8 aprile 2010 “si invitava l’Israelitico a sospendere le prestazioni terapeutiche in questione e si bloccavano i flussi dei relativi pagamenti, allargando i controlli al quadriennio 2006-2009”. La struttura però presenta ricorso al Tar, che gli dà in parte ragione: permette di erogare quelle prestazioni ma lascia alla Regione la possibilità di sospendere i pagamenti previo controllo. Decisione che porta la Regione il 3 agosto a stilare un primo protocollo d’intesa, ratificato il 27 settembre 2011 con un decreto siglato Polverini basato, secondo i legali della Regione, su un “errato presupposto” relativo a una riconversione di posti letto interpretata in “modo estensivo” dai vertici della struttura. Complici il piano di rientro e i rilievi del tavolo tecnico governativo, si è costretti a ratificare un secondo protocollo nel 2012, anche questo però dalla formulazione piuttosto ambigua sulla natura e l’appropriatezza delle prestazioni autorizzate, elemento che Zingaretti ritiene di chiarire nel 2013, riferendosi esclusivamente all’ odontoiatria ambulatoriale. L’Israelitico però non demorde: ha chiesto circa 11 milioni di euro per prestazioni 2006-2009, pur sapendo che si trattava di prestazioni rese in “assenza di accreditamento”.

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