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Roma D: Asl virtuosa, sindacati perplessi

27 marzo 2013 nessun commento

In due anni ha azzerato il deficit e ora ha un attivo in bilancio pari a 15.544 milioni.  La Asl Roma D, che gestisce i presidi e i servizi di Monteverde, Portuense, Aurelio e si estende fino a Ostia e Fiumicino, secondo i dati evidenziati nella relazione della Corte dei conti presentata lo scorso 28 febbraio, ottiene risultati economici lusinghieri che destano però più di una preoccupazione da parte sindacale. In una lettera del 19 marzo, le rappresentanze unitarie aziendali si rivolgono al direttore generale Alessandro Cipolla chiedendo lumi sui risparmi di bilancio. “Giunge notizia alla scrivente Rsu – esordisce la nota – che nell’esercizio 2012 questa Asl avrebbe ottenuto un ingente risparmio di spesa pari a circa 15 milioni di euro”. Somma che, secondo i sindacati, sarebbe tornata nelle disponibilità di bilancio della Regione Lazio. “Di per sé una politica di risparmio è senz’altro encomiabile – continua la lettera – tuttavia conoscendo le difficoltà operative e di carenza sia strutturale che di organici di questa Azienda, sorge spontanea la domanda sul perché tali risorse non siano state, almeno in parte, riutilizzate per migliorare la qualità e la quantità dei servizi erogati alla cittadinanza”. Da tempo le organizzazioni sindacali lamentano un eccesso di tagli, riduzione dei servizi, blocco delle assunzioni tanto da compromettere attività essenziali, come il reparto di oncologia il cui primario da luglio sarà in pensione senza la possibilità di essere sostituito. “Sembra necessario ricordare che la Asl Roma D è un’Azienda pubblica – scrivono le Rsu nella lettera al direttore – che ha il compito principale di produrre salute per la cittadinanza e i risparmi vanno ottenuti sugli sprechi e non attraverso il sistematico indebolimento dei servizi”. Forte è il richiamo alla mission aziendale rispetto alla “visione economicistica” che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, sarebbe alla base delle decisioni della direzione aziendale ma le polemiche non si placano. I dipendenti attendono infatti da tempo la corresponsione di 2 milioni di euro, fondi per la produttività relativa agli anni che vanno dal 2006 al 2009.

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