Regione, un atto per ridurre il contenzioso

Rodolfo-LenaProposta di legge “Norme per la conciliazione nelle controversie sanitarie e nei servizi pubblici”.

Malasanità, contenziosi e controversie nei servizi pubblici: è arrivata il 14 aprile in commissione regionale Politiche sociali e salute la proposta di legge regionale numero 120 illustrata dall’assessore alle Pari opportunità Concettina Ciminiello. Si introduce l’obbligo per i soggetti che erogano servizi e per le Asl, di inserire nelle proprie Carte dei servizi – documento che elenca prestazioni e standard offerti – una clausola conciliativa vincolante, grazie a cui gli utenti avranno la possibilità di tutelare i propri diritti lesi. Si arriverebbe così al superamento del semplice reclamo, il più delle volte improduttivo. Il procedimento conciliativo avrà risvolti particolarmente importanti per quanto attiene alle prestazioni sanitarie. “Con tale procedura – ha commentato il presidente della commissione Salute Rodolfo Lena – siamo certi di ridurre l’ammontare dei risarcimenti che gravano sui bilanci delle nostre aziende sanitarie”. Lo spinoso problema degli elevati costi assicurativi negli ospedali è stato sollevato in commissione dai direttori generali, durante la presentazione degli atti aziendali. La proposta di legge prevede l’istituzione di una Camera regionale di conciliazione presso l’Istituto di studi giuridici “Arturo Carlo Jemolo” di Roma, dove gli utenti potranno comporre la controversia confrontandosi direttamente con l’ente erogatore del servizio, senza dover ricorrere alle più lunghe e costose vie giudiziarie. Si tratterà comunque di un atto volontario e non vincolante, ferma restando la successiva scelta di ricorrere all’autorità giudiziaria.

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