Pronto soccorso: stop al blocco barelle

Pronto-Soccorso-300x225Posti letto introvabili, ricoveri inappropriati, organici carenti. In Ps sono molteplici i problemi

di Luigi Zulli*

In un anno, almeno un italiano su tre è andato in un pronto soccorso, spesso con patologie non molto gravi, indicate con il codice verde o quello bianco. La statistica solleva interrogativi. Ci si chiede perché mai avvenga tutto questo? Ci si è posti il problema di aumentare la ricettività dei reparti in occasione di epidemie influenzali e/o nei casi di pluri e maxi emergenze? Per non parlare del cosiddetto burn-out (sindrome da stress lavorativo, ndr) degli operatori del pronto soccorso rispetto a chi è nei reparti di degenza o della scarsità numerica degli stessi rispetto alla pletora di dipendenti assegnati ad altri servizi. Sulle pagine di sireneonline.it abbiamo analizzato le problematiche della sanità regionale e nazionale, abbiamo valutato quanto sia difficile la rimozione di privilegi consolidati, sia nella medicina ospedaliera che in quella territoriale, ci siamo sforzati di capire come risolvere l’ingorgo che si crea in entrata ma soprattutto in uscita con disagi e disguidi che si ripercuotono dapprima sui pazienti in arrivo poi nelle aree di pronto soccorso mentre si attende la destinazione nel posto letto idoneo. In primis perciò, rivediamo bene gli organici medici, infermieristici, degli operatori di pronto soccorso per adeguare il numero di unità assistenziali eliminando sprechi e sperequazioni negli altri reparti. Il numero degli infermieri in servizio deve essere adeguato al numero dei pazienti presenti, considerando una media assistenziale per tipologia di malato e prevedendo almeno al mattino un’altra unità medica per la visita quotidiana e le prescrizioni, per una ottimale continuità assistenziale. Basta con l’assuefazione all’attuale stato di cose e con il ritornello “tanto loro sono abituati a questo…”. Siamo abituati, attrezzati e ci siamo organizzati creando in pronto soccorso aree differenziate “per intensità di cure” secondo i moderni canoni della sanità ospedaliera. Siamo stufi di essere i capri espiatori delle carenze della sanità italiana. è emersa da giorni la “vexata quaestio” sul fenomeno del “boarding” – stazionamento oltre termine delle ambulanze in pronto soccorso – che ha costi altissimi, provocando un allungamento dei tempi di attesa per la visita, dei tempi di degenza in ospedale e, talvolta, un abbassamento dei livelli di cura. “Sic stantibus rebus”, uno dei nodi per ottimizzare le operazioni in pronto soccorso è evitare l’esaurimento delle barelle disponibili. Qui apriremmo un contenzioso operativo, tecnico e gestionale infinito, di cui tratteremo alla prossima puntata.

*Medico dell’emergenza

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