Una sensazione sgradevole e potente. Provi a coricarti e il mondo ti gira intorno. Avverti disorientamento, timore, senso di smarrimento. La scena si ripete al mattino, quando tenti di alzarti e così, per tutta la giornata quando cerchi di inclinare il capo. Ė il disturbo da vertigine parossistica posizionale, conosciuto come la sindrome da otoliti. Ne soffrirebbe Giorgia Meloni e la patologia la tiene lontana da alcuni giorni da impegni pubblici ed è del tutto comprensibile, in quanto una vita fatta di incontri, vertici, appuntamenti, orari stringenti quando è presente tale sintomatologia, induce quasi sempre nausea e vomito. “Si tratta di piccoli agglomerati di carbonato di calcio presenti in strutture specifiche del vestibolo, organo periferico dell’equilibrio in stretta relazione con l’orecchio interno, chiamate utricolo e sacculo, ovvero organi otolitici – spiega Rosario Cerruto, specialista in otorinolaringoiatria del gruppo Ini – svolgono un ruolo cruciale nel mantenere l’equilibrio e la stabilità”. Per rendere l’idea, si parla di “sassolini” che a volte, per vari motivi – tra cui anche infezioni – si distaccano dalla loro sede naturale ingenerando il fastidioso disturbo che si manifesta con la vertigine e problemi di equilibrio. Una condizione che, seppure benigna, è fortemente invalidante coinvolgendo tutta la persona ma con l’ausilio dello specialista può essere superata. Leader nelle manovre liberatorie, è il blasonato reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Forlanini di Roma, ora trasferito nel vicino San Camillo, causa chiusura del nosocomio da parte della Regione Lazio nel 2015. Il trattamento di solito risolve il problema in una seduta, è veloce e non doloroso. A volte però, sono necessarie due/tre sedute. Tutto avviene in pochi secondi, la velocità di spostamento è il segreto per una manovra efficace. Seduti sul lettino dell’ambulatorio, si viene “sballottati” dalla posizione eretta a quella distesa su un fianco e l’altro, con la testa girata a 45 gradi rispetto alle spalle. Così, gli otoliti escono dai canali semicircolari dove si erano posizionati provocando la fastidiosa indisposizione, aiutando gli inopportuni sassolini a ricollocarsi nella zona dell’utricolo e del sacculo, per essere poi eliminati dalle cellule che provvedono alla loro sparizione. L’efficacia della manovra è avvertita con un lieve e momentaneo capogiro, detto vertigine liberatoria. Ma attenzione, servono almeno due o tre giorni per ristabilirsi del tutto, osservando le massime cautele, evitando il più possibile movimenti della testa, in un senso o nell’altro. Sicuramente, si tratta di manovra meno complicata, rispetto a quella economica a cui si trova di fronte il capo di governo. (Agenpress)

 

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