Mascherine: “lavoratori e cittadini sono parte lesa”

Il Consiglio regionale del Lazio

Non si placano le polemiche sulla intricata vicenda delle mascherine ad alta protezione Fp2 Fp3 destinate agli operatori sanitari – per cui la Regione Lazio ha anticipato 11 milioni, su un totale di 35 per l’intera commessa – che non sono mai arrivate e il cui bando è stato revocato. Dopo un acceso confronto nella audizione alla Pisana di lunedì 20 aprile, in cui il vice presidente Daniele Leodori ha risposto alle richieste delle opposizioni ammettendo che “ci sono stati problemi fin dall’inizio per far arrivare il materiale” e dopo molte incertezze sul da farsi, il presidente Nicola Zingaretti ha dovuto prendere atto del fallimento dell’operazione. Sulla vicenda si è mossa la magistratura che con il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, ha aperto un’inchiesta sull’accaduto, considerata l’opacità delle procedure seguite e la presunta inaffidabilità della società che si è deciso di interpellare, la Ecotech, per la fornitura dei preziosi dispositivi di protezione. E subito è montata la polemica politica, alimentata in particolare dal gruppo regionale della Lega che pone una serie di quesiti all’amministrazione. “La Regione Lazio ha deciso di procedere alla risoluzione dei contratti con la Ecotech che dovrà restituire il denaro ricevuto entro 5 giorni – scrivono in una nota tutti i consiglieri – allora non erano fake news quelle delle opposizioni. Il vicepresidente Daniele Leodori ha negato tutto fino alla fine, dimostrando totale incapacità e poca trasparenza. Stesso discorso per il capo della protezione civile Carmelo Tulumello”, incalzano. Di entrambi i rappresentanti della Lega Lazio Orlando Angelo Tripodi, Pasquale Ciacciarelli, Laura Cartaginese, Daniele Giannini e Laura Corrotti chiedono le dimissioni. “Con quale coraggio hanno dichiarato di sentirsi parte lesa?” si chiedono i leghisti. “La vera parte lesa – insistono – sono gli operatori della sanità: medici, infermieri e tutto il personale sanitario, che nel momento critico del Covid19 hanno vissuto una grande carenza di dispositivi individuali. La seconda parte lesa sono i cittadini e non la Regione, perché queste risorse spese in maniera avventata potevano essere impiegate in modo più proficuo, aderendo alle nostre proposte per aiutare famiglie e imprese penalizzate da questa epidemia”, concludono i consiglieri.

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