Barone (Nursind) “Sanità, mettono la polvere sotto il tappeto”

image-298x300Sovraffollamento in pronto soccorso, sul tema si esprime chi è quotidianamente in prima linea: gli infermieri professionali. Sulle ultime decisioni assunte dalla giunta regionale e la cabina di regia della sanità, manifesta i suoi dubbi Stefano Barone, segretario provinciale di Nursind, la sigla sindacale che da anni porta avanti con tenacia le battaglie della categoria: “Non bastano gli steward, peraltro formati con un corso di tre giorni e non si sa bene con quanti soldi, per umanizzare l’accoglienza in una stanza dove, a fronte di 20 persone, se ne ospitano 56”. In fatto di umanizzazione, l’azienda San Camillo Forlanini istituì nel 2012 la figura dello psicologo per l’accoglienza in pronto soccorso, esperienza fallita secondo alcune psicologhe coinvolte, il piano era privo di qualsiasi coordinamento. “Nemmeno l’accreditamento di 400 posti letto alle strutture private accreditate – continua il segretario –  può essere visto come rimedio poiché nel pubblico si continuano a tagliare posti letto trasferendo il problema nelle cliniche dove, senza generalizzare, da tempo noi denunciamo una carenza di personale infermieristico più marcata che nel settore pubblico”. Il sindacalista ritorna poi sull’accordo che le sigle del comparto hanno sottoscritto il 22 gennaio scorso. “Quell’intesa riportava idee e progetti già attuati in molte aziende (bed manager, dimissioni 7 giorni su 7, osservazione breve intensiva, reparti a gestione infermieristica) e quindi immediatamente attuabili con un po’ di buona volontà. Malauguratamente, a oggi, le criticità rimangono tutte. Di accordi scritti ne abbiamo visti tanti, di soluzioni concrete poche”, commenta amaramente Barone che conclude: “La verità è che il più delle volte tali campagne sono a mero uso e consumo dei media, soprattutto quando c’è di mezzo il pronto soccorso”.

 

Commenti Facebook:

Commenti