Italia, Nazione tra le più longeve al mondo. Politica e istituzioni ne tengono conto e legiferano di conseguenza. Approvato il 25 gennaio in Consiglio dei ministri il decreto legislativo sulle politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della legge delega numero 53 del 23 marzo 2023 per sostenere l’invecchiamento attivo. Un provvedimento che si occupa a tutto tondo dei rappresentanti della terza età, garantendo lo stanziamento di una cifra importante: un miliardo destinato ad assicurare le cure a domicilio, la tutela della salute mentale, l’inclusione sociale, e l’accesso ai servizi sociosanitari, con stanziamento iniziale di 300 milioni nel 2025 e 200 milioni nel 2026. Per quanto attiene alla platea dei beneficiari, da fonti governative apprendiamo che il provvedimento, che ha carattere sperimentale, riguarderà gli ultraottantenni con patologie gravi e un Isee non superiore ai 6.000 euro ovvero, il 2,5% dei ‘grandi anziani’ e lo 0.18% degli ultrasessantacinquenni già beneficiari dell’indennità di accompagno. “Da questo governo arriva un vero e proprio cambio di passo per la tutela e il benessere dei nostri anziani – ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci – dobbiamo accompagnare la longevità a un buono stato di salute e una migliore qualità della vita”. Un obiettivo che ha un duplice scopo, oltre al miglioramento dello stato di benessere fisico e psichico, si guarda alle ricadute positive che il provvedimento avrà per la riduzione dei costi di cura e di assistenza. Secondo il vicepresidente della commissione Politiche sociali della Camera Luciano Ciocchetti, il 25 gennaio è “una giornata importante per circa 14 milioni di anziani, per le loro famiglie e per chi li assiste.” Il deputato di Fratelli d’Italia chiarisce che il decreto “è la dimostrazione di quanto l’attuale governo abbia a cuore la questione della presa in cura della popolazione anziana, non solo dal punto di vista medico ma anche socioassistenziale”. E cita come esempio le parole di Papa Francesco, per cui gli anziani, più che un peso “sono una risorsa per la società contro quella cultura dello scarto che troppo spesso li costringe all’emarginazione e quindi alla marginalità”. Il provvedimento, che viene incontro alle persone che rientrano in una fascia di reddito bassa e non sono autosufficienti, contiene una serie di misure che illustriamo in sintesi, nella parte di competenza del ministero della Salute:

Articolo 4: congiuntamente al Dipartimento per le politiche della famiglia, realizzazione di periodiche campagne istituzionali di comunicazione e sensibilizzazione in materia di invecchiamento attivo; adozione, di concerto con i Ministri del lavoro delle politiche sociali, per la famiglia, la natalità e le pari opportunità e per le disabilità, delle linee di indirizzo nazionale per la promozione dell’accessibilità delle persone anziane ai servizi e alle risorse del territorio.

Articolo 9: promozione dell’utilizzo degli strumenti di sanità preventiva e di telemedicina, per consentire il mantenimento delle migliori condizioni di vita della persona anziana presso il proprio domicilio.

Articolo 13: introduzione di misure volte a incentivare la relazione con gli animali d’affezione, nella prospettiva di tutela del benessere psicologico dell’anziano, promuovendo l’accesso degli animali nelle strutture residenziali e prevedendo specifiche agevolazioni per l’adozione di animali domestici.

Articolo 26: integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali, promuovendo la collaborazione attiva tra Ambiti territoriali sociali, Aziende sanitarie e distretti sanitari.

Articolo 27: accesso ai servizi sociali e sociosanitari attraverso i Punti unici di accesso (PUA), che coordinano e organizzano l’attività di valutazione dei bisogni e di presa in carico della persona anziana (valutazione multidimensionale unificata – VMU). In particolare, si definisce l’ambito di applicazione della disciplina individuando gli Ambiti territoriali sociali e stabilendo i requisiti che devono essere posseduti dall’anziano per accedere ai servizi dei PUA secondo criteri di priorità definiti di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per le disabilità.

Articolo 28: istituisce la valutazione multimediale unificata come strumento scientificamente validato, informatizzato e digitale, i cui risultati sono resi disponibili su piattaforme interoperabili, al fine di promuovere la semplificazione e l’integrazione delle procedure di accertamento e valutazione della condizione di persona anziana.

Articolo 29: gli Ambiti territoriali sociali, le Aziende sanitarie e i distretti sanitari, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono a garantire l’attivazione degli interventi definiti dal progetto di assistenza individuale integrato, finalizzati ad attuare concretamente la prosecuzione della vita in condizioni di dignità e sicurezza mediante prestazioni coordinate di cure domiciliari di base e integrate. Le prestazioni sono sottoposte a monitoraggio, tramite apposito Sistema Informativo (Siad), che si avvale anche delle informazioni e dei dati derivanti dall’integrazione dei flussi del Sistema informativo unitario dei servizi sociali (Siuss). Si prevede, inoltre, che con decreto del Ministro della Salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per le disabilità, siano definite le Linee guida nazionali per l’integrazione operativa degli interventi sociali e sanitari previsti nei servizi di cura e assistenza domiciliari e per l’adozione di un approccio continuativo e multidimensionale della presa in carico della persona anziana non autosufficiente e della sua famiglia, ferma restando la competenza legislativa regionale per la definizione delle procedure per l’accreditamento dei servizi di assistenza domiciliare socioassistenziale.

Articolo 31: disposizioni per garantire, nell’ambito dell’assistenza residenziale e semiresidenziale, i trattamenti riabilitativi in favore delle persone anziane con disabilità psichiche e sensoriali, previa valutazione multidimensionale unificata e stesura del progetto riabilitativo individuale.

Articolo 32: prevede che l’accesso alle cure palliative sia garantito, tramite la rete nazionale e le reti regionali e locali delle cure palliative, a tutti i soggetti anziani non autosufficienti affetti da patologia evolutiva ad andamento cronico ed evolutivo, per le quali non esistono terapie o, se esistono, sono inadeguate o inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita. (AgenPress)

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