Brexit: come cambia, dal 1° gennaio 2021, l’assistenza sanitaria per gli italiani che soggiornano nel Regno Unito

Dopo l’anno di transizione, in cui per l’assistenza sanitaria nel Regno Unito non cambierà nulla, dal 1° gennaio 2021 le cure non dovrebbero essere più garantite agli italiani privi di copertura. Al momento, per soggiorni inferiori ai tre mesi, è sufficiente esibire la tessera sanitaria europea che tutti possediamo (TEAM) per accedere senza costi – tranne eventuali ticket – al servizio sanitario britannico (NHS), ottenendo prestazioni in emergenza e assistenza di base. Per i lavoratori italiani, che risiedono stabilmente nel Paese uscito il 31 gennaio dall’Unione Europea, attualmente la fruizione dei servizi sanitari è garantita da una autorizzazione concessa dalla Asl italiana del territorio di ultima residenza, rinnovabile annualmente. La Brexit dovrebbe privarci di tale tutela, a meno che non venga mantenuta e/o prorogata la direttiva del parlamento europeo 2011/24 concernente “l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera”, in attesa della emanazione di nuove norme. Pertanto, a meno che non intervenga un accordo bilaterale Italia-Gran Bretagna, occorrerà fare ricorso a una assicurazione privata. Per avere ulteriori delucidazioni, il consiglio è chiedere tra qualche mese alla propria Asl di appartenenza – ufficio assistenza all’estero – le nuove normative entrate in vigore e, in seconda istanza, rivolgersi al ministero della Salute, area “Rapporti internazionali”. In ogni caso, gli italiani che intendano fissare stabilmente la propria residenza nel Regno Unito, debbono registrarsi al National Health Service per accedere alle cure di base e specialistiche. L’iscrizione avviene tramite il General Practitioner  – omologo del nostro medico di famiglia – rintracciabile sul sito ufficiale NHS sezione “Find GP services” inserendo il proprio codice postale. Si procede poi alla ratifica nello studio del “GP” esibendo un documento di identità, un certificato di residenza o contratto di lavoro oppure una bolletta delle utenze, che attesti un domicilio stabile. Per chi lo desideri, è assicurata la possibilità di rivolgersi a un GP italiano operante nel Paese, attraverso una specifica lista presente al Consolato italiano.

 

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