Una pioggia di interventi e l’ospedale rinasce. Il San Giovanni Addolorata di Roma si rifà il look e, oltre a importanti ristrutturazioni, ampliamenti, dotazioni di apparecchiature all’avanguardia, si serve dell’armocromista per rendere i reparti più umani perché addolciti da pareti tinteggiate con diverse sfumature. Prosegue il processo di rinnovamento delle strutture sanitarie del Lazio e, grazie a investimenti che prendono quota a partire dal 2016 e si dipanano fino al 2020, nello storico presidio del rione Monti il pronto soccorso polispecialistico, l’angiografo biplano, la piastra endoscopica e i reparti di Sub-intensiva, Ortopedia e Rianimazione vanno a qualificare una struttura che assicura la salute pubblica in un importante quadrante della città. Per primo, il reparto di emergenza e accettazione – Dea di secondo livello – fruisce dei fondi dedicati alla riorganizzazione della rete ospedaliera in periodo pandemico e, con una cifra che supera i 982mila euro, stanziata con la delibera di giunta 671 del 6 ottobre 2020, vede l’adeguamento di  450 metri quadrati agli standard previsti per le aree di emergenza urgenza ad alta complessità: percorsi razionalizzati, maggior comfort delle sale attesa e visita, ottimizzazione delle procedure assistenziali. La vera novità delle nuove dotazioni è costituita dall’angiografo biplano, un sistema digitale acquisito con delibera di giunta regionale numero 770 del 14 dicembre 2016 per un valore complessivo di 1.298.000, che consente una doppia visione e immagini con ricostruzioni 3 D di qualsiasi organo esaminato. L’indagine, con tale innovativa apparecchiatura, consente una approfondita navigazione con osservazione dei distretti anatomici da varie angolazioni, consentendo il trattamento di tumori metastatici epatici, renali e di vari altri organi, altrimenti invisibili nelle normali procedure angiografiche. Anche la piastra endoscopica rientra nelle innovazioni strumentali, con quattro nuove sale di endoscopia destinate all’adiacente reparto per le malattie dell’apparato respiratorio e di gastroenterologia. L’apparecchiatura è stata finanziata attingendo a fondi regionali,  con delibera di giunta 864 del 2020 per un valore complessivo di 1.505.120 e, grazie alle tecnologie di ultima generazione con sistema di ecografia endobronchiale (Ebus), consentirà una diagnosi avanzata delle patologie polmonari e mediastiniche, grazie anche all’ecotomografo per l’esecuzione di manovre invasive sulla pleura e le biopsie polmonari periferiche. La parte del leone, la fa la ristrutturazione dei reparti. Per prima la terapia sub-intensiva, un’area di oltre 600 metri quadrati, con l’attivazione di 12 posti letto di semintensiva e 14 di degenza ordinaria, destinati ai due reparti di Malattie dell’apparato respiratorio e Gastroenterologia, realizzata con i fondi del decreto Rilancio del 2020 per un valore complessivo di 1.576.027, integrato con fondi aziendali per 418.337,70. Stessa sorte per l’Ortopedia, con delibera di giunta 861 del 19 dicembre 2017 per un valore complessivo di 1.283.203,19 e 1.500 metri quadrati da ristrutturare in due fasi. Anche qui, si procederà al rinnovamento di tutte le dotazioni tecnologiche e impiantistiche, nel rispetto degli standard previsti. Infine, la Rianimazione – 350 metri quadrati – che vide già, con il Giubileo del 2015 un primo intervento e ora, con la delibera di giunta 861 del 19 dicembre 2017 arriva a completamento per un valore complessivo di 871.146,41 euro. Soddisfazione per gli interventi, è stata espressa dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che sui social scrive: “Tecnologia, sicurezza e umanizzazione delle cure sono gli obiettivi che stiamo riportando al centro della programmazione sanitaria” e ricorda che, proprio al San Giovanni Addolorata arriveranno 11 milioni di euro per l’ammodernamento, la messa in sicurezza del pronto soccorso e dei reparti di emergenza-urgenza,  l’antincendio e l’antisismica. Di “rilancio strutturale, attenzione ai temi dell’umanizzazione delle cure, rispetto della dignità della persona” ha parlato Tiziana Frittelli, direttore generale dell’azienda e presidente di Federsanità Anci  che sottolinea come, “nei nuovi spazi si coniughi una sofisticata tecnologia con la dimensione umana e relazionale dell’assistenza”.

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