Anche quest’anno si è celebrata, il 1° dicembre, la Giornata mondiale per la lotta all’Aids. In occasione di questa 35esima edizione, si è ripetuta la rituale campagna mediatica, volta a sensibilizzare su una patologia che sembra dimenticata ma che continua a rilevare numeri significativi, sebbene non drammatici. Sono quasi 2mila le nuove diagnosi di infezione da Hiv e 403 casi di Aids, secondo i numeri contenuti nel notiziario dell’Istituto superiore di sanità, il report che fornisce una fotografia sull’attività di sorveglianza effettuata in Italia nel corso del 2022. Nel rapporto si legge che l’incidenza delle nuove diagnosi di Hiv è in diminuzione dal 2012, anno da cui i dati sulla sorveglianza hanno copertura nazionale. La riduzione più evidente è stata riscontrata tra il 2018 e il 2020, con un lieve aumento negli ultimi due anni post pandemia. L’Italia, in questo ambito, si colloca al di sotto della media stimata dei Paesi dell’Europa occidentale e dell’Unione Europea (5,1 casi per 100.000 residenti in entrambe le aree), con le incidenze più alte registrate in Lazio, Toscana, Abruzzo e Campania. Il 78,7% delle persone che, nel 2022, hanno scoperto di essere Hiv positive era di sesso maschile, con un’età media di 43 anni e di 41 per le donne. Hanno partecipato alla ricorrenza i palazzi delle istituzioni, Camera e Senato, che si sono illuminati di rosso. Per la Regione Lazio, è intervenuto il presidente Francesco Rocca che sui social, ha ricordato come “Informazione, consapevolezza, prevenzione sono le armi indispensabili per contrastare l’Aids”. Elogiando i passi avanti fatti dalla ricerca, con la terapia antiretrovirale che consente ai pazienti affetti da questa patologia di avere la stessa qualità e aspettativa di vita di soggetti sani, Rocca ha evidenziato il ruolo delle istituzioni per la corretta informazione. “Abbiamo il dovere di diffondere, soprattutto tra i più giovani, corrette informazioni sulla trasmissibilità del virus, sull’importanza di una sessualità consapevole e, infine, sulla prevenzione”. Nessun ostacolo per una prevenzione a tutto tondo: i test sono gratuiti, anonimi e rapidi. In ogni Asl del Lazio c’è almeno un centro in cui poter effettuare lo screening e ricevere un’assistenza terapeutica e psicologica. “La battaglia contro l’Aids è ancora lunga e complessa ma tutti insieme – sostiene Rocca – ricerca, clinica, istituzioni e associazioni possiamo vincerla”. Anche Roma Capitale è stata in prima linea in questa giornata, grazie alla collaborazione con Farmacap, l’azienda sociosanitaria capitolina che gestisce 45 farmacie nelle zone periferiche. Su iniziativa dell’Assemblea dell’Aula Giulio Cesare, i farmacisti saranno presenti in alcuni quartieri cittadini per eseguire test gratuiti per rilevare l’eventuale contagio del virus che provoca l’Aids (Hiv) e l’apatite C, (Hcv), altra patologia altamente invalidante che, se diagnosticata in tempo può essere ben arginata. La campagna di prevenzione e screening di Roma Capitale, che si chiama #possiamofarlo, con tanto di hastag, andrà avanti per tutto il mese di dicembre. Tutte le informazioni utili sono reperibili su www.possiamofarlo.it. (Nella foto: la Giornata mondiale del 2019)

 

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