“Lazio Anno Uno”. Dal titolo della conferenza stampa si può già trarre qualche indicazione. Non solo le realizzazioni, né un mero elenco di cose da fare, tanto meno la celebrazione dei risultati raggiunti. La narrazione con cui il presidente della Regione Francesco Rocca ha illustrato, il 20 marzo per un’ora e venti, i mesi trascorsi al timone di via Cristoforo Colombo, sa molto di percorso appena iniziato, da continuare tra sicuri ostacoli e tenace impegno, assorbito in gran parte dal complesso universo della sanità. Non è un caso se, proprio per il tormentato settore della salute, a sorpresa spunta un futuro ‘cruscotto’ di controllo per monitorare, in tempo reale, la disponibilità di posti letto in strutture pubbliche e private accreditate. Uno strumento annunciato poco più di un decennio fa e mai entrato in funzione, che oggi potrebbe indirizzare la sanità del Lazio nella giusta direzione. Anno uno quindi, a cui dovranno seguire altri anni caratterizzati da un cambio di passo che, come esordisce l’avvocato prestato alle istituzioni, saranno sempre improntati alla programmazione, al dialogo, al coinvolgimento delle comunità. Per questo, il presidente fa immediato riferimento a due tragedie che hanno profondamente ferito il territorio: l’ospedale di Amatrice e quello di Tivoli, a cui unisce un pensiero per tutte le fragilità a cui andare incontro: dai cinque milioni di euro stanziati per il sostegno psicologico ai malati oncologici, alla legge sui ‘caregiver’, significativo intervento di natura sociosanitaria approvato per chi, più debole, “non deve essere lasciato solo”. Poi il robusto piano di edilizia sanitaria e l’acquisizione di nuove strumentazioni, sorretto da un investimento di 1,2 miliardi di euro; più la costruzione di ben cinque nuovi ospedali che assorbirà 879 milioni – in una Regione che nell’ultimo decennio ne ha visti chiudere sedici – accompagnata dalla messa in sicurezza delle strutture, con adeguamento sismico e antincendio pari a un impegno di 700 milioni. E i provvedimenti relativi ai dipendenti: sono stati stanziati 209,5 milioni per 4.000 assunzioni di personale sanitario, tra nuovi ingressi e stabilizzazione dei precari mentre un altro importante capitolo di investimento è rappresentato dai 155 milioni di euro, destinati a potenziare le strutture sanitarie in vista del Giubileo 2025. Consapevole delle carenze ancora non sanate, come le liste di attesa per visite ed esami e i drammatici ritardi relativi alla chirurgia Rocca, lungi dall’attribuire “tutto il male al passato”, sta intervenendo in modo significativo, con lo studio analitico delle liste di attesa di ogni Asl e ospedale,    insieme al direttore dell’assessorato integrazione sociosanitaria regionale Andrea Urbani, per azzerare i tempi lunghi e arrivare, entro la fine del 2024 a una situazione accettabile. Si spiega così il coinvolgimento del privato accreditato, fin dall’inizio del mandato, con il reperimento di 350 posti letto per ridurre i tempi di attesa in pronto soccorso, calati del 29% rispetto al passato. Un indice significativo ma non ancora sufficiente per il presidente, che comprende quanto non cambino le cose per un paziente se “invece di 12 ore ne attende 8”. Ulteriore impegno legato al precedente, è quindi “cambiare il volto della medicina sul territorio”, che grazie alle risorse del Pnrr dovrebbe giovarsi di case e ospedali di comunità, da riempire comunque di sanitari che ancora scarseggiano in pianta organica. Altro beneficio dovrebbe derivare infine dalla programmazione della rete ospedaliera nel periodo 2024-2026, un corposo documento che ridefinisce gli indici di posto-letto per abitante, portando i ricoveri a tre per ogni mille residenti nelle province desertificate nell’ultimo decennio. Proprio su tale aspetto, arrivano le critiche dell’opposizione, primi fra tutti gli esponenti del Movimento 5 stelle che in un comunicato, parlano di immobilismo della giunta Rocca, che per il piano di riordino della rete si sarebbe basata su previsioni formulate nella precedente legislatura. Per il Partito democratico invece, le criticità sono legate alle liste di attesa che, “al contrario di quanto promesso non sono diminuite”, con un giudizio negativo e di “sonora bocciatura” per l’amministrazione di centrodestra. Pensa a risollevare le sorti il presidente della commissione regionale Bilancio Marco Bertucci, che in una nota parla di “un anno di amministrazione con pochi proclami e tanti atti concreti” nonostante “i 22 miliardi di debito” trovati in eredità. L’esponente di Fratelli d’Italia riconosce al presidente Rocca doti di “buonsenso e lungimiranza”, con particolare “attenzione alla sanità e alla sicurezza sul lavoro”. Sfide pesanti, in una Regione che sconta decenni di tagli lineari che ne hanno gravemente compromesso l’efficienza.

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