Ce lo chiede l’Europa, ce lo vieta il buonsenso. Il numero unico dell’emergenza 112 – attivo nel Lazio dal 18 novembre 2015 – in cui confluiscono le chiamate al 118 soccorso medico, al 113 polizia di Stato e al 115 vigili del fuoco, rallenta i tempi di risposta e questo, in situazioni di urgenza, non può essere consentito. Da più parti e da tempo è stato lanciato l’allarme rimasto inascoltato ma è ormai nota la falla del sistema, introdotto con normativa Ue, tanto che nel 2009 l’Italia fu sanzionata dall’Unione per il ritardo nell’attuazione del numero. Le richieste telefoniche di soccorso transitano prima attraverso il centralino del 112 e poi vengono smistate al 118. Una inutile perdita di minuti che, in caso di emergenza, potrebbero rivelarsi determinanti. Il documentato ritardo necessario per il primo smistamento della chiamata si riverbera negativamente sulla possibilità di salvare chi è a rischio imminente di perdere la vita. Minuti preziosi, la cosiddetta “golden hour”, periodo di tempo nel quale in caso di traumi, di patologie cardiologiche e neurologiche, vi è la più alta probabilità che un pronto trattamento medico possa evitare la morte. La stessa normativa europea prevede che rimangano attive e coesistano le due possibilità di accesso 112 e 118 mentre in Italia, inspiegabilmente, si spinge affinché al cittadino sia impedito di accedere direttamente al servizio 118 con passaggio obbligato per il centralino del 112 e conseguente ritardo nei soccorso.  Per questo è stata lanciata una petizione su una nota piattaforma e in breve è stato raggiunto un ragguardevole numero di firme. Per info e auspicabile adesione: https://chng.it/6PWpZxZF

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