Quando annunciammo che il 2026 sarebbe stato l’anno del robot non siamo andati lontani dalla verità: https://www.sireneonline.it/wordpress/il-2026-sara-lanno-della-chirurgia-robotica/. Dopo i grandi ospedali romani, anche la provincia dice la sua in materia. E l’ospedale Santa Rosa di Viterbo (già Belcolle) conquista il primato tra le province del Lazio, con vari interventi che evidenziano organizzazione, flessibilità e competenza della struttura. In primo piano l’attività della Chirurgia generale e oncologica, che ha avviato procedure complesse per tumori di colon, retto e stomaco. La Asl punta a rafforzare l’offerta di chirurgia oncologica digestiva sul territorio. A tre mesi dall’introduzione della chirurgia robotica, il bilancio è ampiamente positivo con trenta interventi all’attivo. L’attività, partita con una fase iniziale dedicata alla formazione degli operatori e alla gestione di casi meno complessi, si è progressivamente estesa a interventi di maggiore difficoltà, in particolare nel campo della chirurgia oncologica digestiva. Tra le procedure già eseguite figurano resezioni del colon, del retto e dello stomaco in pazienti affetti da patologie tumorali, consentendo al chirurgo di operare con una visione tridimensionale del campo operatorio e con strumenti ad alta precisione. Caratteristiche che permettono di affrontare interventi complessi mantenendo elevati standard di accuratezza tecnica, sicurezza e radicalità oncologica. Il risultato è stato raggiunto grazie a un’organizzazione multidisciplinare che ha coinvolto direzione aziendale, chirurghi, anestesisti, infermieri e professionisti impegnati nei percorsi oncologici. I pazienti su cui praticare l’intervento sono selezionati in base a protocolli specifici definiti dalla Asl. Un ruolo centrale è svolto dal gruppo multidisciplinare oncologico, già attivo nella presa in carico dei pazienti nelle diverse fasi della malattia: dalla diagnosi al trattamento, fino ai controlli successivi. Sottolinea le potenzialità offerte dalla tecnologia il direttore della Chirurgia generale e oncologica, Pietro Maria Amodio, che conferma come “il traguardo delle prime trenta ‘procedure’ rappresenti un passaggio significativo nella crescita dell’attività, che dopo la fase di consolidamento ha esteso l’utilizzo della robotica a patologie oncologiche complesse”. Analoga soddisfazione è espressa dai vertici aziendali, con il direttore generale Egisto Bianconi e la direttrice sanitaria Assunta De Luca che evidenziano la valenza di “percorsi organizzativi strutturati e formazione continua, con la collaborazione tra diverse figure professionali, garantendo ai cittadini prestazioni ad alta complessità vicino al luogo di residenza”. Un ruolo di prim’ordine per il Santa Rosa, nella rete regionale per la cura dei tumori dell’apparato digerente.

Commenti Facebook:

Commenti