Virus in crociera, parla l’esperto
Il parere dell’epidemiologo Giovanni Rezza, già direttore della Prevenzione al ministero della Salute
Gli Hantavirus non sono dei virus nuovi per la popolazione umana. Alcuni di essi, presenti in Europa orientale e settentrionale nonché in Asia, possono causare sindromi quali la nefropatia epidemica e la febbre emorragica con sindrome renale. Gli Hantavirus del nuovo mondo, invece, causano gravi sindromi polmonari. Resta famoso il focolaio epidemico causato nel 1993 da un Hantavirus, il virus sin nombre, fra gli indiani Navajos negli USA. In sud America, sono presenti due Hantavirus che causano gravi sindromi polmonari: il virus delle Ande e il Laguna negra. È probabile che uno di questi abbia causato i 7 casi di sindrome polmonare identificati sulla nave da crociera (147 persone a bordo fra passeggeri ed equipaggio), proveniente dall’Argentina. In linea di massima, il virus viene trasmesso tramite inalazione di aerosol generati dall’urina o dagli escrementi dei topi, mentre estremamente rara è la trasmissione interumana. Dal momento che il primo caso avrebbe sviluppato i sintomi verso la fine della prima settimana di aprile, mentre altri tra fine aprile e inizio maggio, nonostante il tempo di incubazione sia variabile e possa essere relativamente lungo, non si può escludere che la fonte di contaminazione zoonotica si trovi a bordo della nave né una sia pur limitata diffusione dell’infezione per contagio interumano. Certo, la nave ha fatto diversi scali in località remote, ma è improbabile che l’infezione sia stata acquisita dai diversi pazienti in località diverse. Dei 7 casi, sinora 3 sono deceduti ed uno è ricoverato in condizioni critiche, mentre la presenza di Hantavirus è stata confermata in 2 casi. La pronta identificazione del cluster dovrebbe permettere il contenimento del focolaio stesso. Resta comunque da capire se le persone malate si siano infettate tramite esposizione ad un’unica fonte di contagio, dove e come questa si sia verificata, o se ci sia stata una limitata trasmissione da persona a persona. Pur con tutte le cautele del caso, dovute al contesto sovra-affollato in cui il focolaio si è manifestato, la sua diffusione su ampia scala è improbabile.

