Cresce l’interesse, legato all’ansia, per il focolaio di hantavirus sviluppatosi su una nave da crociera. Una vicenda che seguiamo con grande interesse, soprattutto per le modalità con cui viene comunicata, memori di trascorse esperienze che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo. (https://www.sireneonline.it/wordpress/pandemia-da-covid-un-giornalismo-da-paura/) Ne parliamo con il medico e ricercatore Raffaele Cerbini formazione manageriale all’Università Bocconi, specializzato in management di sanità pubblica, che sottolinea quanto sia importante improntare la comunicazione a un raccomandabile equilibrio, abbandonando i toni sensazionalistici solitamente adottati da numerosi media. “Ritengo fondamentale informarsi, ma è altrettanto importante farlo con calma, basandosi su fonti serie e non sui soliti allarmi da salotto televisivo”, osserva il dottore, fornendo indicazioni su fonti affidabili. “La posizione più equilibrata e più pragmatica è quella dei Center for Disease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti – spiega – che affermano con chiarezza che l’hantavirus si trasmette principalmente tramite contatto con roditori o con i loro escreti. La trasmissione da persona a persona è rara, richiede contatti stretti e prolungati, e non esiste alcuna evidenza di una diffusione aerea generalizzata tra le persone”. Questo per quanto attiene alle modalità di trasmissione, che come rassicura ancora l’esperto, che suggerisce di non abbandonarsi ad allarmismi.  “Gli asintomatici non trasmettono l’infezione come invece avviene per molti virus respiratori. Per questo, creare panico, come qualcuno ha già tentato di fare, è totalmente fuori luogo” precisa Cerbini chiarendo che l’allarmismo non aiuta la prevenzione e stigmatizzando noti personaggi spesso presenti in tv, accusati di cedere a sensazionalismi che amplificano le paure collettive. “La prevenzione vera è un’altra cosa: proporzione, buon senso, informazione chiara, rispetto delle persone – raccomanda il dottore –  non chiusure, non toni apocalittici, non la retorica dell’emergenza permanente”. Una sensazione che abbiamo ben impressa nella mente quando, in tempo di pandemia, si creò un clima di divisione tra i cittadini, sulla base dell’adesione o meno a particolari disposizioni. “Intendiamoci, certamente non affermo che sia giusto ‘abbassare la guardia’: semplicemente ribadisco il concetto che in queste situazioni è necessario dimostrare serietà, adottando misure sensate e una comunicazione che distingua ciò che è necessario da ciò che è solo rumore” conclude il dottore, lasciando intendere che la salute pubblica non può essere confusa con il circo mediatico.

 

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