Sarà realizzato in Veneto il primo laboratorio al mondo esclusivamente dedicato alle politiche per l’invecchiamento attivo. Un punto di riferimento internazionale, mirato al miglioramento della qualità di vita, alla promozione di stili di vita sani, alla stimolazione cognitiva, e a qualsiasi altra azione favorisca la prevenzione. L’intesa è stata raggiunta il 23 aprile nel corso dell’incontro tra la Regione Veneto e la rappresentanza a Venezia del “World Health Organization”. Palese la soddisfazione del presidente della Regione Alberto Stefani. “Il laboratorio sarà un punto di riferimento internazionale che attrarrà ricercatori e specialisti da tutto il mondo” ha dichiarato il presidente, annunciando che “prenderà corpo una vera eccellenza che ci consentirà di godere di maggiori risorse finanziarie e di essere una regione protagonista in uno dei più importanti settori sociali. Per la nostra Regione, quindi, si profila la grande opportunità di essere alla guida della ricerca e delle strategie future a fronte di una sempre maggiore longevità, in una società in cui cresce la qualità della vita ma anche il numero degli anziani e delle patologie croniche”. Importante sottolineare l’impatto che l’attività della nuova istituzione avrà, con ricadute reali e positive sul modello sanitario e sulla salute dei veneti, una popolazione che ha l’opportunità di poter fruire di un Servizio sanitario regionale tra i più efficienti d’Italia. “Sono priorità che, come Regione del Veneto, condividiamo – precisa l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – tra neanche vent’anni, più del 33% della popolazione sarà composto da ultrasessantacinquenni con tutti i risvolti che ciò comporta. L’invecchiamento attivo diventa una sfida imprescindibile”. La Regione Veneto da diversi anni ha già delineato un’articolata strategia per il contrasto dei fattori di rischio e per incrementare uno stile di vita attivo in tutte le età, in ogni contesto. In questa visione, l’attività di un centro internazionale nel territorio, secondo gli amministratori regionali avrà un impatto notevole sulla sostenibilità dell’intero sistema sanitario. Forte è la consapevolezza di dover dare vita a un’azione strategica per mettere in atto ciò che è previsto dal laboratorio. Si tratta, in primo luogo, dell’opportunità di poter valutare, in un sistema sanitario universalistico, pubblico, equo e solidale quale quello veneto, l’impatto dell’invecchiamento della popolazione, l’introduzione dell’innovazione tecnologica coniugando questa con la sostenibilità economica di sistema e trovare le soluzioni più adeguate. Una sfida importante, di fronte alla quale si trovano tutte le Regioni italiane e che il Veneto ha avuto l’opportunità di affrontare guardando lontano, con notevole anticipo.

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