Veneto: 60 milioni per indennità ‘antiviolenza’
Vicinanza e solidarietà del presidente Stefani per l’aggressione in pronto soccorso a Dolo
Neanche le placide acque del Brenta sono riuscite a placare l’inarrestabile livore di un giovane che, con la frattura del setto nasale riportata durante una rissa, ha rivolto la coda della sua rabbia verso alcuni operatori del pronto soccorso dell’ospedale di Dolo. A fare le spese della violenza esplosa nel nosocomio della ‘piccola’ Venezia, un’infermiera, un autista del servizio di emergenza e una guardia giurata. Un’aggressione con tutti i crismi e con le peggiori manifestazioni: sputi, calci e percosse. Immediata la risposta delle istituzioni con le parole del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Ancora una volta un’aggressione ai danni di chi si prende cura del prossimo con senso del dovere e professionalità – ha esordito – ancora una volta la violenza colpisce un luogo che dovrebbe essere considerato inviolabile”. Ferma la condanna, per l’episodio avvenuto nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile e palese la vicinanza di Stefani insieme a quella di tutti gli esponenti politici regionali, con gli auguri di pronta guarigione agli operatori coinvolti. E il risvolto, in questo caso, ha una connotazione positiva, nonostante il tragico evento: sono stati stanziati dalla Regione 60 milioni di euro come indennità per il personale di emergenza-urgenza. Una misura che coinvolgerà circa 3.200 lavoratori del sistema sanitario regionale – tra infermieri, operatori sociosanitari, autisti soccorritori e personale amministrativo – riconoscendo la particolare gravosità del lavoro svolto nei pronti soccorsi, tra i servizi più esposti a carichi di lavoro elevati e al rischio di aggressioni. “Gli episodi di violenza – aggiunge Stefani – continuano a crescere e troppo spesso a pagarne le conseguenze sono proprio coloro che dedicano la propria vita professionale alla cura degli altri, persone che meriterebbero rispetto e tutela. La violenza non rappresenta mai una risposta ai problemi e diventa ancora più inaccettabile quando colpisce medici, infermieri e operatori sociosanitari, che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini”. Un fenomeno purtroppo in crescendo, con condanne che negli anni sono aumentate per questo, la migliore risposta è la solidarietà concreta che, nel caso del Veneto, prende la forma di indennità aggiuntive, per quello che un tempo si chiamava “disagiato servizio”.

