Era atteso da decenni e il 9 febbraio, il nuovo ospedale pediatrico del Veneto “Salus Pueri”, ha aperto i battenti. Una realizzazione ambiziosa, quella del più grande istituto dedicato alla cura dei più piccoli nell’Italia del Nord Est, polo produttivo del Paese per antonomasia. E la neonata struttura risponde benissimo alle aspettative del suo intraprendente bacino di utenza. A cominciare dall’aspetto scenografico, che offre alla vista ben 1860 metri quadrati di vetrate, per arrivare alle ultramoderne attrezzature sanitarie del valore di 15 milioni di euro, passando per numeri legati alla produttività, tutt’altro che trascurabili.  L’investimento è stato di 92 milioni di euro per la realizzazione del fabbricato, in una struttura di otto piani per una superficie totale di 200mila metri quadrati con sei sale operatorie. Al restyling del nosocomio – ricostruito ex novo in luogo della vecchia Pneumologia – hanno collaborato 1570 operai dipendenti da 157 imprese; facile l’accoglienza ai vari piani grazie a nove ascensori e risparmio energetico assicurato, insieme alla salubrità dell’ambiente, con 2000 lampade led e 24 unità per il ricambio d’aria. Alta la ricettività del nosocomio: ogni anno mediamente vengono ricoverati 10mila bambini, gli accessi al pronto soccorso sono 25mila, le viste ambulatoriali 320mila ed è un primato l’alta natalità dell’ospedale, con circa 2.800 parti, in controtendenza con le stime che vedono l’Italia come il Paese con l’incidenza più bassa di nuovi nati all’anno. Le unità operative che trovano spazio nel nuovo ospedale pediatrico sono 26 per 155 posti letto. In sintesi, si tratta di una struttura “nuova, colorata, tecnologica – per dirla con le parole del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani – con cui si scrive una nuova pagina dell’offerta sanitaria, dell’assistenza qualificata e moderna ai nostri bimbi, con un occhio di riguardo a famiglie e genitori”. La cura dei bambini per il presidente “è una missione di alto valore clinico ma anche sociale e umano. Oggi si parte per un’avventura che curerà e salverà molte piccole vite”, ha assicurato Stefani, sottolineando l’urgenza che ha spinto l’amministrazione regionale a investire in tutto 107 milioni, di cui uno dal Pnrr per le moderne tecnologie. Un’opera che colloca la sanità veneta ai vertici del nostro servizio pubblico.

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