“Il personale del servizio sanitario pubblico guadagna una miseria!”, parola di microbiologo. Con la schiettezza che gli è congeniale, Andrea Crisanti senatore d’Italia targato Pd, nonché virostar ai tempi del Covid, nella Giornata dedicata al personale sanitario non si è smentito. Ha denunciato, nella trasmissione Tagadà trasmessa il 20 febbraio nel primo pomeriggio, la reale condizione di operatori e professionisti sanitari che, a dire il vero, stride un po’ con tutte le espressioni ridondanti indirizzate ai nostri camici bianchi e divise color turchese. Da più parti è arrivato il prevedibile encomio a medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari che assicurano quotidiana assistenza e cure ai cittadini. Non è un caso se la Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario – istituita dal ministero della Salute con la legge 155 del 13 novembre 2020 – si celebra ogni 20 febbraio. La scelta della data richiama simbolicamente il 20 febbraio 2020, giorno della scoperta del “paziente uno” del coronavirus a Codogno, il giovane Mattia Maestri, individuato da Anna Lisa Malara, un medico che guardò un po’ più lontano rispetto alle discutibili linee guida ministeriali. Così, per celebrare chi è stato in prima linea e chi tutti i giorni, continua ad esserci, sopportando perfino le aggressioni verbali e fisiche da parte degli assistiti o dei familiari che purtroppo si fanno sempre più frequenti, si è pensato a questa giornata che, come per legge del contrappasso, evidenzia ancora di più lo iato tra competenza professionale e scarsa remunerazione. E dalla viva voce dei protagonisti traspaiono emozioni contrastanti: dalla delusione alla speranza, passando per l’orgoglio di appartenenza e la volontà di impegnarsi per il cambiamento. “Mi chiedo se davvero abbia ancora un senso la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato” esordisce Andrea Bottega, segretario nazionale di Nursind, il sindacato degli infermieri, che insiste: “Chi non doveva dimenticare, le istituzioni in primis, ha rimosso tutto e il livello di saturazione raggiunto ci ha tolto la forza di elencare tutto ciò che non va”. Senso di appartenenza e impegno a cambiare si colgono invece dalle parole di Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Salute: “Oggi celebriamo chi non arretra mai, mani sicure in una Italia fragile”, dichiara esprimendo profonda gratitudine a chi nei momenti più difficili, quando la fragilità emerge con forza, esprime maggiormente il proprio valore e “diventa evidente, imprescindibile, insostituibile”. Dell’importante ruolo dell’ostetrica parla Silvia Vaccari, presidente Fnopo, la Federazione degli ordini professionali: “In un sistema sanitario che punta sempre più sulla medicina territoriale, la presenza dell’ostetrica nei servizi di prossimità diventa strategica. Consultori e ambulatori rappresentano luoghi privilegiati per intercettare precocemente i bisogni, prevenire criticità e costruire percorsi personalizzati” chiarisce la presidente, sottolineando l’impegno a promuovere qualità, sicurezza e innovazione nella pratica ostetrica, “nella consapevolezza che la salute delle donne rappresenta un indicatore fondamentale della salute dell’intera comunità”. Infine, Filippo Anelli, presidente di Fnomceo Federazione dei medici e odontoiatri, evidenzia il valore insostituibile del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato”.

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