Tiburtino Terzo avrà il suo ospedale. Un nosocomio particolare, diretto da infermieri, un modello di gestione che stentava ad affermarsi e oggi è realtà, in un quartiere privo di servizi sanitari efficienti. Ė l’ospedale di comunità, attivo in via del Frantoio in simbiosi con la casa di comunità, una sorta di integrazione dei servizi, che dà ancora più soddisfazione perché realizzata in luogo fino a poco tempo fa simbolo del degrado. Là dove c’era un centro accoglienza, dopo due anni di intenso lavoro ora ci sono servizi per i cittadini. “Un cambio di passo – ha esordito il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, in visita il 3 dicembre alla struttura – e un presidio fondamentale per avvicinare la medicina al territorio”. Numerosi i servizi offerti. Nella casa di comunità saranno attivi i servizi di accoglienza e orientamento, il Cup, ambulatori specialistici e per le cure primarie. Previsto anche il servizio di continuità assistenziale – già guardia medica – di volontario sociale, l’assistenza domiciliare integrata, l’infermiere di comunità, il centro prelievi e l’ambulatorio infermieristico. Per l’ospedale invece, sono previsti 20 posti letto, destinati a gestire le patologie croniche, mission specifica di questo tipo di assistenza, a diretta gestione infermieristica. Anche qui, sarà garantita l’assistenza sanitaria, infermieristica, medica, riabilitativa e funzionale. Saranno garantite la continuità assistenziale e le dimissioni protette, oltre a prestazioni diagnostiche e terapeutiche di base. Un presidio fondamentale per questo quadrante, privo di nosocomi vicinissimi e con un alto tasso di residenti in età avanzata. Ampia la fascia oraria di apertura, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19, il sabato fino alle 14. La struttura, ceduta dal Comune alla Asl Roma 2, è stata ristrutturata grazie a un finanziamento di 2,3 milioni di cui 1,8 assicurati dalle risorse del Pnrr. Così, con l’apertura di presidi al Tiburtino, si può tranquillamente affermare che la Asl Roma 2 ha messo il turbo, per quanto attiene alle opere previste grazie al finanziamento europeo. Al momento, sono ben sette le case di comunità attivate in cinque mesi nella azienda sanitaria e l’ospedale a completamento di una offerta sul territorio che diventa sempre più consistente.

Commenti Facebook:

Commenti