Ha celebrato i venti anni di vita il Centro SaMiFo e, per molti dei suoi frequentatori, più che un centro sanitario e di accoglienza è una vera e propria casa. Punta di diamante per la integrazione sociosanitaria, si caratterizza per l’impegno nella cura e nell’ascolto. Non solo cura fisica ma assistenza psicologica. Nato nel 2006 grazie a un protocollo d’intesa tra la Asl Roma 1 e il Centro Astalli – che dal 1981 promuove la cultura dell’accoglienza e della solidarietà – ha sede nel poliambulatorio di via Luzzatti, tra piazza Vittorio e la Stazione Termini, in uno dei quartieri più multietnici della città. Considerato il valore sociale e la peculiarità dell’assistenza offerta, con un modello di cura integrato dove la competenza clinica si sposa con l’umanità, il rispetto dei diritti fondamentali, l’equità nell’accesso alle cure con una risposta globale nei trattamenti, nel 2015 il SaMiFo, diretto da Giancarlo Santone, diventa struttura sanitaria a valenza regionale della Asl Roma 1 per l’assistenza ai richiedenti asilo e ai rifugiati, divenendo un fiore allocchiello per l’azienda sanitaria e un polo di riferimento per l’intero Servizio sanitario nazionale. Perfino la stampa estera ne sottolinea il valore, come esempio virtuoso di livello internazionale. Elemento caratterizzante della struttura la creazione di reti e gruppi di lavoro nel segno della mediazione linguistico-culturale e la multidisciplinarietà. Al centro delle iniziative del SaMiFo il territorio, vero cuore pulsante di tutte le attività e primo riferimento degli operatori, specie in occasione dei progetti itineranti che coinvolgono le persone fornendo orientamento e offrendo accoglienza e supporto sanitario. Una offerta di salute vicina alle persone, senza alcuna distinzione e un ininterrotto lavoro per la prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili, con la firma di un  protocollo d’Intesa che ha dato vita alla Rete Romana per prevenire tale inconcepibile piaga. Il servizio offre inoltre supporto psicologico per persone che spesso presentano problematiche complesse e prestazioni di medicina generale e specialistica, con certificazioni medico-legali ove necessarie. Ma la peculiarità del centro è nei progetti, con cui si avviano percorsi di integrazione e attraverso i quali il centro riceve finanziamenti specifici. Di particolare rilievo il progetto Fari 2 (Formare Assistere Riabilitare Inserire), che rappresenta una serie di iniziative finanziate dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami) dell’Unione Europea, che ha goduto di un finanziamento di 3.294.367,64 euro, per 36 mesi, a partire dal 1° ottobre 2024,  capofila la Asl Roma 1 con il coinvolgimento di diverse Asl del Lazio (Roma 2, 4, 6, Latina, Frosinone, Rieti), partner il Centro Astalli e altre organizzazioni della società civile come CeSPI, Programma Integra, Cittadinanzattiva. Obiettivo generale è fornire risposte efficaci e tempestive ai bisogni di salute fisica e mentale di persone in condizioni di vulnerabilità e di minori stranieri non comunitari.

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