Trapianti, ein plein al San Camillo
Incremento dei trapianti multi organo al San Camillo di Roma, grazie al lavoro multidisciplinare
Cinque trapianti da inizio anno. La prodezza chirurgica ha coinvolto due donne e un uomo grazie alla équipe guidata da Giuseppe Maria Ettorre, direttore del dipartimento interaziendale Trapianti. Con questi interventi, il centro vanta la peculiarità rappresentata dai trapianti combinati rene-pancreas, in incremento dall’inizio del 2026, confermando una crescita significativa dell’attività. Una procedura salvavita per pazienti complessi. Il trapianto combinato rene-pancreas è destinato a pazienti affetti da diabete di tipo 1 con gravi complicanze renali. Si tratta di una procedura che ripristina i livelli glicemici normali, elimina la dipendenza da insulina e consente di superare la dialisi. Un intervento complesso, riservato a una platea fragile ma capace di offrire una soluzione terapeutica completa. In Italia sono solo sette i centri che eseguono questo tipo di trapianto e nel Lazio, l’attività è concentrata esclusivamente al San Camillo di Roma. I numeri confermano la rarità della procedura: 33 trapianti di pancreas in Italia nel 2025, solo 3 effettuati al San Camillo nello stesso anno. Il 2026 si sta già distinguendo come anno di crescita per il dipartimento, che confida sul valore aggiunto del lavoro di squadra. “Abbiamo già eseguito 45 trapianti di fegato, 23 di rene e 5 combinati rene-pancreas”, sottolinea il professor Ettorre. «Risultati possibili solo grazie a un lavoro di squadra strutturato che integra competenze chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche». Concetta Carriero, responsabile del “Programma trapianto pancreas”, ne ha evidenziato la complessità tecnica. «Il pancreas – spiega la dottoressa – è un organo molto delicato e i rischi sono elevati – i pazienti vengono selezionati con attenzione e seguiti in tutte le fasi del percorso». Il successo degli interventi è stato possibile grazie all’organizzazione multidisciplinare, basata sul contributo di più unità operative: Nefrologia, Dialisi e Trapianto di rene, dirette rispettivamente da Paolo De Paolis, Rosaria Nardone e Luigi Tritapepe. Fondamentale il ruolo del coordinamento dei prelievi affidato al dottor Nicola Guglielmo e delle famiglie dei donatori, senza cui questi interventi non sarebbero possibili. Il centro trapianti del San Camillo, secondo il parere di chi si è rivolto a tale reparto, è un esempio di competenza, organizzazione e lavoro di squadra, qualità che permettono di affrontare le sfide cliniche più complesse. Un risultato che conferma l’importanza dei centri altamente specializzati e il valore fondamentale della donazione di organi.

