Tor Vergata, una realtà in continua crescita. Un nuovo tassello nel mosaico degli ampliamenti e potenziamenti è l’Unità di Geriatria, che va ad arricchire l’Area di Emergenza e risponde ai bisogni delle persone fragili, degli anziani e dei pazienti affetti da patologie croniche. Al taglio del nastro, avvenuto il 5 marzo, insieme al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca erano presenti il ministro dell’Università e della ricerca scientifica, Anna Maria Bernini, il rettore dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron e il direttore generale dell’ospedale Ferdinando Romano. Realizzata con i fondi del Giubileo destinati al dipartimento di Emergenza e accettazione (Dea), stanziati grazie alla delibera regionale numero 22 del 2024, la nuova unità di degenza, situata al quarto piano della Torre 8, dispone di 20 posti letto; è operativa dal 22 gennaio scorso ed è diretta da Davide Canosci Della Morte. L’intervento va a rafforzare l’area dell’Emergenza e Urgenza e nasce dall’esigenza di fronteggiare gli accessi al pronto soccorso da parte di pazienti con pluripatologie, condizioni di fragilità clinica e bisogni assistenziali complessi. Il nuovo reparto garantisce la presa in carico tempestiva e multidisciplinare, con percorsi assistenziali mirati e personalizzati e il comfort è assicurato con 9 stanze doppie e 2 stanze singole, distribuite su mille metri quadrati con ulteriori spazi comuni e sale di attesa, per un investimento di 4 milioni 209mila euro. Una ulteriore freccia all’arco del Policlinico di Roma Est è rappresentata da un intervento di mastectomia eseguito senza anestesia generale, senza incisioni visibili sulla mammella e con dimissione in meno di 24 ore. È accaduto presso l’Unità di senologia diretta da Oreste Claudio Buonomo, si tratta di una mastectomia “endoscopica con linfoadenectomia selettiva e ricostruzione mammaria in anestesia loco-regionale”, comunica una nota della direzione, su paziente sveglia. Una piccola incisione di circa 3 centimetri a livello dell’ascella, evitando tagli sulla mammella, con strumenti mininvasivi, preservando l’integrità cutanea del seno e garantendo un risultato estetico particolarmente favorevole. Una speranza per le donne, considerato che, in un intervento piuttosto complesso, con tale tecnica si evita l’anestesia generale e l’intubazione, con un rapido recupero, un ridotto stress e un facile ritorno alla normalità. Un trattamento efficace ma rispettoso della qualità di vita e un passo avanti nella chirurgia non invasiva che, come tutte le attività proposte in questi ultimi mesi, pongono come obiettivo primario la persona al centro.

 

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