Non credevamo ai nostri occhi, quando vedemmo quelle atroci immagini della notte dell’Immacolata del 2023. Poco dopo le 22:30 un violento incendio si sviluppò nel piano seminterrato dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, distruggendo l’intera ala del nosocomio in cui erano ubicati gli ambulatori. A farne le spese quattro anziani: due uomini di 86 e 76 anni e due donne di 84 e 86, di cui una sembra fosse già deceduta prima che fiamme e fumo avvolgessero completamente il nosocomio. Poi il lento recupero, con un investimento di 20 milioni, la riapertura a tappe, un reparto dietro l’altro, e il riavvio delle attività. E il 22 dicembre 2025, a due anni dal terribile rogo, la consacrazione a polo sanitario di primo piano della provincia, con altri 3 milioni di investimento e la dotazione di strumentazioni all’avanguardia, con l’ampliamento degli spazi e una rinnovata attenzione alla salute mentale. Ė questo il risultato che fa pronunciare ai vertici della Regione Lazio parole di soddisfazione. Per primo il presidente Francesco Rocca, che nel visitare le piastre di Endoscopia digestiva e Oculistica, insieme alla rinnovata sezione di Radiologia del pronto soccorso, con la tac dedicata ai percorsi di emergenza-urgenza e al day-hospital psichiatrico, ha parlato di “un segnale di rinascita che è solo uno dei tanti tasselli che attestano il buono stato di salute della sanità regionale”. Una risposta alla tragedia di due anni prima, commentata con soddisfazione anche dal presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale Marco Bertucci, che sottolinea “la mole importante di investimenti che sta dotando il nosocomio tiburtino di tecnologie moderne e all’avanguardia, atte a rafforzare in maniera concreta l’offerta sanitaria del quadrante a est di Roma”. Un atto dovuto a una comunità che da tempo chiedeva tali interventi, in un territorio provinciale che ha sofferto in modo particolare i tagli lineari dei decenni passati, con soppressione di servizi e prestazioni. Una superficie di 490 metri quadrati situata al quarto piano dell’edificio, con due sale interventistiche, una sala operatoria, ambienti per la preparazione e l’osservazione post-intervento dei pazienti, più le strumentazioni avanzate di endoscopia e chirurgia oculistica, con beneficio dei pazienti in lista di attesa per l’intervento di cataratta. Una dotazione che qualifica l’offerta, evita la mobilità passiva e migliora l’accesso alle cure per i cittadini. Così, la nuova tac in pronto soccorso garantisce rapidità diagnostica ed elevata qualità delle immagini e insieme a strumentazioni altamente affidabili, tra cui un iniettore per mezzo di contrasto, due monitor – defibrillatore e multiparametrico – assicura una gestione più efficiente delle emergenze, ottimizzazione dei tempi di risposta e sicurezza per pazienti e operatori sanitari. Ulteriore risultato, con il rinnovato day-hospital psichiatrico, è la presa in carico dei pazienti che necessitano di percorsi terapeutici strutturati, senza ricorrere al ricovero ordinario. Un insieme di innovazioni che attutiscono il ricordo del rogo, grazie anche all’investimento sul sistema antincendio in tutti gli ospedali del Lazio, per 350 milioni, piano a cui in passato, nessuno aveva mai provveduto. E per il futuro, la prossima tappa è la conferenza dei servizi per mettere a punto il progetto del nuovo ospedale tiburtino, ambizioso obiettivo previsto da tempo e in lenta gestazione.

Commenti Facebook:

Commenti