Il 24 maggio si celebra la Giornata del Terapista occupazionale, il professionista che aiuta le persone a recuperare un ruolo attivo nella società, dopo una perdita dovuta a temporaneo impedimento, causato da problemi di salute. Un profilo professionale riabilitativo, riconosciuto 29 anni fa, con la pubblicazione il 24 maggio 1997, del relativo decreto in Gazzetta ufficiale. In occasione della ricorrenza, è stato pubblicato un documento che illustra le linee essenziali della professione, ed è consultabile sul sito della Federazione degli Ordini delle professioni sanitarie Fno Tsrm Pstrp. Nel testo, si delineano le competenze relative alla presa in carico e alla promozione dell’autonomia illustrando il percorso di intervento attraverso le fasi di osservazione e valutazione, la pianificazione e la verifica degli interventi. Sono inoltre illustrati i modelli impiegati, le decisioni clinico-professionali e i cambiamenti che si sviluppano nel tempo, rendendo più comprensibile ciò che sta alla base del lavoro professionale. “Quando si parla di “processo” – affermano dalla Commissione di albo nazionale – si intende un insieme coordinato di azioni collegate tra loro, svolte in modo logico, continuo e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo o di un miglioramento”. Al centro c’è il valore delle “occupazioni significative”, ovvero le attività quotidiane che le persone desiderano, devono o scelgono di svolgere e che danno senso alla vita: cura di sé, studio, lavoro, relazioni, tempo libero. Il Terapista occupazionale promuove la salute e il benessere delle persone in queste attività, in contesti sempre più diversi e articolati diversificati: ospedali, servizi territoriali, servizi di salute mentale, neuroriabilitazione, ambito geriatrico, età evolutiva, nell’assistenza domiciliare, nelle scuole, all’interno delle comunità e nella progettazione di ambienti inclusivi. Se il profilo professionale è rimasto lo stesso dal 1997, nel tempo la pratica quotidiana del Terapista occupazionale si è evoluta, arricchendosi di nuove competenze, strumenti e ambiti di intervento”. A parlare è Michela Bentivegna, presidente della Commissione di albo nazionale dei Terapisti occupazionali, che plaude alla comunità professionale sottolineando che tale crescita “è stata resa possibile grazie all’impegno degli stessi professionisti che, attraverso la formazione continua, l’aggiornamento scientifico, la ricerca e la capacità di recepire l’innovazione, hanno saputo dare nuovi impulsi alla professione”. Il documento approvato definisce in modo chiaro il “core” dei Terapisti occupazionali, gli ambiti di applicazione della professione e le aree in cui tali professionisti dispongono di un bagaglio consolidato di conoscenze, abilità ed esperienza, a garanzia della specificità e dell’identità professionale negli interventi rivolti alle persone e alle comunità. Valorizzare il Terapista occupazionale è investire in una sanità capace di affrontare le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, dalla cronicità, dalla disabilità, dai nuovi bisogni sociali e assistenziali, restituendo autonomia alle persone, rendendole partecipi e protagoniste della propria vita. Info: https://www.tsrm-pstrp.org/wp-content/uploads/2026/05/prot_2944_del_20_05_2026_Il-processo-di-Terapia-occupazionale.pdf

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