Tecnico della prevenzione, figura in chiaroscuro
Primo congresso regionale nel Lazio, di professionisti centrali per la tutela della salute
In ambito professionale è un paradosso: la figura più presente nel mondo del lavoro è la meno conosciuta dalla società civile. I dati che emergono da uno studio realizzato dagli ordini professionali evidenziano che l’attività del Tecnico della prevenzione ambientale e nei luoghi di lavoro, è conosciuta da una percentuale minima della collettività. Su 458 professionisti interpellati, ben 450 hanno dichiarato una percezione non soddisfacente da parte dei cittadini, riferita alla loro azione. Lo ha comunicato, non senza suscitare stupore e perplessità, Vincenzo Di Nucci, vicepresidente dell’Ordine di Roma, a conclusione del primo congresso regionale dei “Tecnici della Prevenzione”, che si è svolto il 24 settembre nelle sale del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana. Un’assise che ha messo al centro il ruolo strategico che riveste la professione per la salute pubblica. I Tecnici della prevenzione sono presenti – a garanzia dell’igiene pubblica, della salute e sicurezza nei luoghi di vita e lavoro, della salubrità dell’aria, della integrità di alimenti e bevande, del rispetto delle normative nelle strutture sanitarie accreditate – nelle mense, negli ospedali, nelle aziende, nei servizi veterinari, nei cantieri, negli ispettorati micologici, per la tutela dei lavoratori e della collettività, per ridurre i rischi e salvare vite, in un momento storico che non vede alcun decremento rispetto agli incidenti e morti sul lavoro. Il dottore in tecniche della Prevenzione, professionista con laurea triennale o magistrale, ufficiale di Polizia giudiziaria iscritto all’Ordine nel rispettivo Albo, assorbe le competenze dell’antico vigile sanitario comunale e provinciale e dell’ispettore di Igiene. Con la riforma sanitaria del 1978 – legge 833 e successive modifiche e/o integrazioni – la professione ha fatto un balzo in avanti inglobando ben diciannove specializzazioni, secondo l’ambito di competenza, sostenuta da una precisa normativa e inquadramento nei ruoli professionali, che ne fissano responsabilità e autonomia professionale, con pari dignità rispetto alle altre professioni sanitarie. Nel variegato e nebuloso mondo delle Asl però, tale figura non è riuscita ancora a conquistare il ruolo centrale che le spetterebbe, in termini di visibilità, riconoscimento e valorizzazione. Un traguardo da raggiungere tempestivamente, per chi si trova ogni giorno in prima linea. Lo hanno ribadito a congresso i vertici di Albo e Ordine Martina Balzarotti, Diego Catania, Andrea Lenza, Thomas Turay. Soprattutto, serve un segnale delle istituzioni, affinché si investa di più in prevenzione, considerato che la percentuale del Fondo sanitario nazionale è attualmente al 5%, in attesa che mutino le regole del bilancio europeo, come auspicato dal ministro della Salute Orazio Schillaci. “Investire in prevenzione significa investire in anni di vita in salute, in qualità della vita, in sostenibilità del sistema”, ha dichiarato in risposta a una recente interrogazione parlamentare. E a puntare su figure professionali che ricoprono un ruolo centrale nella tutela della salute, come i Tecnici della prevenzione. (Nella foto: Andrea Lenza, presidente Ordine Tecnici di Roma)

