Strage di giovani: “Mio figlio sta male ma è vivo”
Il padre di Manfredi Marcucci, trasferito al Niguarda, rievoca la tragedia di Crans-Montana
Polo di riferimento nazionale ed europeo per la cura dei casi gravissimi, il Centro ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano sta assumendo un ruolo centrale per l’accoglienza dei giovani coinvolti nella tragedia di Capodanno nel locale svizzero “Le Constellation” di Crans-Montana. Ampliato e potenziato nel corso del 2025, il centro specialistico è dotato di 12 posti letto dedicati, di cui 5 per terapia intensiva e dispone di una équipe multidisciplinare di oltre 50 professionisti, tra medici, infermieri, rianimatori e fisioterapisti attivi 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. È inoltre supportato dalla Banca dei tessuti per la preparazione degli innesti cutanei e dai percorsi ambulatoriali di Chirurgia plastica per il trattamento degli esiti da ustione e si avvale, per i protocolli terapeutici, dei principi delle più prestigiose società scientifiche internazionali. Per questo il Niguarda è in prima linea per l’assistenza ai giovani ustionati nell’inferno del pub svizzero e proprio nel Centro ustioni del nosocomio milanese sono stati trasferiti molti dei ragazzi con severe compromissioni dovute alle fiamme inarrestabili di quella notte infernale. Tra questi il sedicenne Manfredi Marcucci, studente del liceo francese Chateaubriand di Roma, in vacanza con la famiglia nella rinomata località elvetica. Drammatica ma piena di speranza la dichiarazione di suo padre Umberto, accorso sul luogo della strage, che secondo gli ultimi aggiornamenti ha provocato 47 morti e 113 feriti. “Mio figlio sta male ma sta bene, è vivo ed è la cosa più importante – ha esordito Umberto Marcucci – ha ustioni sul 30-40 per cento del corpo, sulle braccia, schiena e sui capelli. Ė stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato, mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato ‘fuoco’ nella zona del bar e le fiamme si sono diramate in maniera velocissima”. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare, se in quel locale meta di tutti i giovani soggiornanti a Crans-Montana fossero stati osservati i normali standard di sicurezza, ormai adottate in tutti i Paesi europei. Intanto al Niguarda continuano ad arrivare i grandi ustionati, grazie alla possibilità del centro opportunamente potenziato per poter accogliere pazienti da fuori regione e dall’estero. Un ammodernamento che si inserisce nel completamento del Polo dell’emergenza-urgenza di Niguarda, che include il Trauma Center, il pronto soccorso con oltre 100mila accessi annui, l’elisuperficie e i reparti ad alta specializzazione in Ortopedia, Maxillo-facciale, Anestesia e Rianimazione. Un investimento di 4,5 milioni, in funzione delle Olimpiadi Milano-Cortina, che si è rivelato fondamentale per intervenire in una inspiegabile strage. (Nella foto: stanza del Centro ustioni del Niguarda)

