Sonno difficile, prevenzione in farmacia
Kit per l’esame delle apnee notturne distribuito in farmacia con referto in ‘telemedicina’
Apnee notturne, si stima che oltre sei milioni di italiani ne soffrano, senza aver ricevuto una diagnosi. La letteratura scientifica parla di “sindrome delle apnee ostruttive del sonno” (Osas) e ne è afflitto oltre il 10% degli adulti italiani e tra l’1% e il 6% dei bambini. I pazienti attualmente in trattamento sono circa 200mila, a fronte di circa 6 milioni di casi del disturbo non diagnosticati nel Paese, nonostante la condizione delle persone afflitte, caratterizzata da interruzioni ripetute della respirazione durante il sonno, con compromissione della qualità del riposo e fastidiose ripercussioni sulla salute generale. Gli specialisti associano tale condizione a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche, oltre che a sintomi come sonnolenza diurna, riduzione della vigilanza e stanchezza persistente. Un quadro che incide sulla qualità della vita e sulla sicurezza, ad esempio alla guida. Nonostante ciò, molti pazienti convivono per anni con segnali come russamento abituale, risvegli frequenti o eccessiva sonnolenza durante il giorno, senza intraprendere un percorso diagnostico. Uno dei problemi nel ritardo della diagnosi, è legato alla difficoltà di accesso alle prestazioni: liste di attesa, distanza dei centri specializzati, difficoltà organizzative penalizzano i cittadini. Attualmente, una soluzione poco nota è rappresentata dalla telemedicina, con la possibilità di effettuare gli esami del caso in farmacia. Tra gli strumenti di primo livello per individuare possibili disturbi respiratori del sonno c’è la saturimetria notturna, un esame semplice e non invasivo che misura la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca durante il sonno, tramite un sensore applicato al dito. L’esame più completo resta la polisonnografia, che registra contemporaneamente diversi parametri fisiologici – dall’attività cerebrale alla respirazione, dal flusso d’aria alla frequenza cardiaca – consentendo di diagnosticare con precisione i disturbi del sonno e valutarne la gravità. I due esami sono spesso complementari, il primo individua segnali sospetti, l’altro conferma la diagnosi e indica il percorso terapeutico appropriato. Per la saturimetria, il dispositivo si ritira in farmacia, per riconsegnarlo il giorno dopo, a test effettuato; i risultati saranno poi valutati da uno specialista da remoto, con trasmissione tramite piattaforma digitale. Un sistema che coniuga tecnologia e prossimità territoriale e che oggi vede proliferare i presidi sanitari, tra le cosiddette farmacie dei servizi, centri medici e ambulatori in tutta Italia. Il costo varia, secondo la struttura a cui ci si rivolge, tra i 39 e i 90 euro ma, nonostante i segnali di crescita per la rapidità, sicurezza e facilità di accesso, alla diagnostica del sonno praticata in farmacia spetta una quota minoritaria nella scelta dei cittadini. C’è da augurarsi che questo importante strumento di prevenzione abbia un auspicabile sviluppo negli anni.

