Sirene flash: ancora violenza ai sanitari
Nel 2025 18 mila aggressioni verbali e fisiche con 23.367 professionisti coinvolti
Nonostante il periodo festivo, non vi abbiamo lasciato soli, comunicandovi le notizie più importanti. Purtroppo, si tratta di eventi non positivi: l’ennesima aggressione nei confronti di un infermiere che stava facendo il suo lavoro. L’episodio è avvenuto il 3 aprile all’ospedale San Giovanni di Roma, l’aggressore un uomo in “stato di agitazione psicomotoria”, comunica la direzione del nosocomio, proveniente in ambulanza del 118 da una Casa di comunità non in grado di risolvere i suoi problemi. Pretendeva una prestazione impossibile da rendere ovvero, la prescrizione di un farmaco specifico su impegnativa, la cui competenza non spetta al pronto soccorso. Al rifiuto, l’individuo ha colpito l’infermiere con una testata, danneggiando arredi e macchinari del reparto di emergenza. Per il sanitario la prognosi è di dieci giorni, considerato il “gesto vile e incivile”, sostiene Maria Paola Corradi, direttore generale dell’azienda, che reputa intollerabile “dover temere della propria incolumità fisica per chi dedica la propria vita alla cura degli altri”. Una piaga che non si attenua, quella delle aggressioni, in cui i reparti sotto l’occhio del ciclone sono quelli di emergenza, pronto soccorso in testa, i reparti psichiatrici e le aree di degenza. I dati diffusi dal ministero della Salute, mostrano che nel 2025 le aggressioni ai danni di operatori sanitari e sociosanitari sono state quasi 18 mila, con 23.367 professionisti coinvolti. Personale in prima linea, che risente della fragilità organizzativa e della pressione a cui sono sottoposte le strutture. Ci si trova a dover fronteggiare non solo casi clinici ma tensione sociale e domanda impropria, una situazione ben indagata in tutti i suoi aspetti, che richiede perciò immediate misure correttive.

