Senologia, il Santo Spirito rassicura
Partono lavori di ristrutturazione alla Ginecologia, trasferiti temporaneamente alcuni servizi
Ospedale Santo Spirito: è nato tutto da un equivoco ma, memori di tempi fortunatamente passati, in cui la scure regionale ha colpito in modo indiscriminato, privando la collettività di ospedali, posti letto, servizi sanitari, i cittadini si sono allarmati al semplice avviso di un trasferimento temporaneo. Veniamo ai fatti. Lo scorso 4 giugno sono partiti i necessari lavori di ammodernamento e messa in sicurezza del pronto soccorso ostetrico-ginecologico, dell’area travaglio parto e delle attività di ricovero di Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia dell’antichissimo nosocomio. Le opere, presumibilmente, dureranno sei mesi e la direzione, in una nota, fa sapere che, “per ragioni esclusivamente legate alla cantierizzazione di aree attigue ai siti oggetto di restyling, si è reso necessario trasferire temporaneamente e solo esclusivamente per il tempo dei lavori un turno di seduta operatoria della senologia presso l’altra sede del servizio, ovvero l’ospedale San Filippo Neri, ove già opera la medesima équipe”. Il comunicato però non si esaurisce nell’avviso: va giù duro nei confronti di coloro che, in preda a un ingiustificato quanto comprensibile allarme, hanno pensato a una riduzione o depotenziamento dell’unità operativa. Tanto da promuovere una petizione online con raccolta di firme – in realtà con scarso successo – diffondendo parole d’ordine allarmate su un presunto “dirottamento della senologia al San Filippo Neri dove le donne non si sentono a casa come al Santo Spirito ma in un luogo estraneo e lontano, dove non c’è una struttura adeguata, né continuità assistenziale, dove non si lascia alle donne libertà di scelta e aumenta il disagio, psicologico, logistico e organizzativo”. Parole sicuramente eccessive e palesemente false nei confronti dell’ottimo ospedale San Filippo Neri, dettate presumibilmente dalla fragilità di donne colpite dalla malattia, timorose di perdere quel minimo conforto che dà una struttura di fiducia. Con una chiosa che, più che su giustificati timori, sembra palesemente virare sull’attacco politico, con l’immarcescibile ritornello delle liste di attesa, il favore alla sanità privata e il paventato aumento di rischi per le donne. La risposta della direzione non si è fatta attendere e, con inusitata veemenza, smentisce categoricamente l’ipotesi del ventilato “smantellamento” temendo di destabilizzare e spaventare inutilmente le pazienti oncologiche su un tema così sensibile e prioritario come la salute e la cura del tumore al seno. Nella nota si chiarisce anche l’organizzazione del servizio: l’Unità di senologia della Asl Roma 1 è un’unica struttura integrata che opera su due presidi ospedalieri – Santo Spirito e San Filippo Neri – per garantire la massima prossimità e capillarità delle cure. Considerato poi che, nello scorso ottobre è stata inaugurata la nuova “Breast Unit” del Santo Spirito, “frutto di un importantissimo investimento strutturale – spiegano dalla direzione – per elevare gli standard di accoglienza e cura”. Un investimento che certifica l’impegno dell’azienda per un servizio di primaria importanza per le donne.

