Sant’Andrea: nozze d’argento con tutti i crismi
Celebrati i 25 anni dall’apertura, in cui nessuno credeva, dell’ospedale di Roma Nord
Uno scheletro in cemento armato, questo il flash che più di 25 anni fa, nell’immaginario collettivo di chi transitava sul Grande raccordo di Roma, direzione Cassia, fu eretto a emblema dell’insipienza e della malagestione. E questa è l’immagine con cui Fabio Rampelli, architetto e vicepresidente della Camera, commenta sui social, con orgoglio, l’avvenuta trasformazione, in breve tempo, di quel tempio dell’incapacità in un ospedale con tutti i crismi. Il Sant’Andrea fu attivato il 1° aprile 2001, al di sopra di possibili lazzi e fasulle incredulità, trasformando tale data in un punto di forza e i risultati hanno dato ragione. Con Francesco Storace presidente della Regione Lazio, le elezioni politiche – che avrebbero dato vita al governo Berlusconi II, con record di longevità – a poco più di un mese e Francesco Rocca direttore generale, l’ospedale di via di Grottarossa aspirava a diventare importante punto di riferimento per Roma Nord e non solo. Rocca, intervistato all’epoca da chi scrive per il settimanale “Agenzia sanitaria italiana”, aveva già le idee molto chiare: una gestione improntata all’efficienza, coniugata all’umanizzazione delle cure, un programma ambizioso, destinato negli anni, con il mutamento ai vertici, a confrontarsi con gestioni non proprio oculate. Nonostante ciò, il Sant’Andrea a mano a mano si è imposto come centro di elevata qualità, tanto da collocarsi costantemente sempre ai primi posti tra i migliori ospedali del mondo, nella classifica “World’s Best Hospital” redatta dalla rivista Newsweek e al primo posto tra gli ospedali pubblici del Lazio nelle graduatorie del 2026. ”Ma le graduatorie servono per le statistiche”, prosegue l’onorevole Rampelli nel suo scritto e sottolinea ben altre doti che caratterizzano i professionisti della struttura: “umanità, competenza, laboriosità, altruismo, gentilezza, comunità”. Valori a cui la spinta di Francesco Rocca, secondo il deputato, ha contribuito enormemente. In 25 anni sono state quasi 25 milioni le prestazioni ambulatoriali erogate a 2 milioni e mezzo di utenti. Più di 13 milioni quelle fornite a quasi 1 milione di pazienti assistiti in pronto soccorso. Oggi sono più di 2000 i dipendenti e 90 gli ambulatori a disposizione dei pazienti. Il nosocomio si avvale di 37 reparti, 13 sale operatorie e 460 posti letto, destinati a diventare 548 con il piano di ampliamento previsto dalla Regione Lazio, con cui si attiverà il centro onco-ematologico, si potenzieranno ambulatori, chirurgie e terapie intensive e sub-intensive. In più, una palazzina destinata alla formazione e ricerca, a completamento di quella già presente, in uso alla seconda facoltà di Medicina dell’Università “La Sapienza” che dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea è parte integrante. Ad arricchire le celebrazioni, a cui insieme a Francesca Milito, direttore generale, hanno partecipato il presidente della Regione Francesco Rocca e il già presidente Storace, la rettrice de “La Sapienza” Antonella Polimeni, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma e l’onorevole Rampelli, autore del post, una mostra fotografica a memoria della strada percorsa, dallo scheletro perduto nella campagna romana, al potenziamento strutturale e tecnologico, inserito nel piano della nuova rete ospedaliera regionale 2024-2026.

