Santa Rosa, a Viterbo non si emigra più
Ampliata e ammodernata l’Ematologia con più letti e migliori strumentazioni
Ė la fine dei viaggi della speranza. Il nuovo reparto di Ematologia dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo riempie un vuoto lungo diciannove anni, il tempo occorso per avviare il percorso di accreditamento con il Centro nazionale trapianti, arrivando a eseguire il trapianto autologo di cellule staminali, una possibilità di cui, nella Tuscia, si avvertiva l’assoluta necessità. Ora questo auspicio diventa realtà, con la sterzata data dalla Regione Lazio, che in linea con il programma elettorale di Francesco Rocca, sta arricchendo la provincia di tutti i servizi mancanti, a cui si fa ricorso soltanto rivolgendosi alla Capitale. Una situazione a cui mettere uno stop, gradino per gradino e il 7 aprile la struttura rinnovata del Santa Rosa è un piccolo ma significativo passo. Centro di altissima specializzazione, due letti in più rispetto al passato, arrivando a 10 posti di ricovero più uno in caso di emergenza, 4 camere doppie e 3 singole di isolamento, zona filtro e sistemi di areazione a pressione positiva e negativa, indispensabili alla gestione in sicurezza di pazienti immunodepressi ad alto rischio infettivo. Il tutto per oltre un milione di investimento, proveniente da fondi aziendali e l’apporto indispensabile delle Associazioni di tutela dei malati tra cui l’Ail – Associazione italiana contro le leucemie, il cui presidente Giuseppe Toro, in un videomessaggio ha formulato i suoi auspici di buon lavoro. Elevati gli standard di sicurezza e comfort, con un locale apposito per la preparazione sicura dei farmaci, ma non è trascurata neanche l’umanizzazione; accurato il controllo costante dei pazienti grazie a un sistema centralizzato di sorveglianza clinico-assistenziale con monitoraggio continuo, il reparto si inserisce all’interno di una rete ematologica territoriale già strutturata, che comprende day hospital, ambulatori specialistici e assistenza domiciliare, rafforzandone la capacità di risposta in termini di complessità clinica e intensità assistenziale. Di “cure sempre più avanzate e passo fondamentale per la sanità del territorio” parla il direttore generale Egisto Bianconi che ha accompagnato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in visita alla struttura, un’intera ala dell’ottavo piano del blocco B dell’ospedale ristrutturata, trasformando la preesistente in una moderna struttura. Una risposta concreta a una esigenza storica del territorio, avvertita in particolare dal gruppo di ematologi diretto da Roberto Latagliata e dei cittadini, sostenuti dall’Ail di Viterbo, da sempre attiva nel nosocomio. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Rocca, che rivendica le scelte regionali e dal direttore Bianconi, con i 90 milioni investiti per la sicurezza delle strutture e i 12 per le attrezzature che “ridanno dignità ai pazienti mettendo a disposizione le tecnologie migliori”. Impegni tradotti in fatti, per il presidente, che consentono ai professionisti di lavorare in condizioni adeguate e ai cittadini di non ‘migrare’ per rivendicare il diritto alla salute.

