Sanità: un ‘ponte’ di servizi alla Asl Roma 2
Due case di comunità a Ponte Mammolo e Lunghezza con numerosi servizi
Taglio del nastro in simultanea. Per il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca è diventata una consuetudine. Non solo si evitano difficili spostamenti ma, con l’inaugurazione da remoto, che consente a due o più presidi sanitari l’evento in collegamento, si accelerano i tempi di consegna delle opere targate Pnrr, che devono vedere la luce entro la fine di agosto 2026. Per le case di comunità, la Asl Roma 2 ha ingranato la quinta marcia, con cinque strutture aperte in meno di otto mesi, diventate sette con le ultime due, a Ponte Mammolo e Lunghezza: un vero record. La data del 16 febbraio è un traguardo simbolico che si riteneva irrealizzabile: il ritorno di Villa Tiburtina ai cittadini, come casa di comunità di via Casal de’ Pazzi 16, per rispondere alle esigenze di salute del quadrante Rebibbia-Ponte Mammolo. Una storia antica e controversa quella della clinica. Aperta nel 1970 come sede distaccata del Policlinico Umberto I, si occupava di diagnosi e riabilitazione di patologie polmonari. “Era una clinica bella ed efficiente” ricordano i cittadini del quartiere. Disponeva della Fisiopatologia respiratoria, Neurologia e Neuropsichiatria, Pediatria, un reparto di Chirurgia ben organizzato e di numerosi ambulatori. L’edificio era entrato nella disponibilità dell’Università “La Sapienza” a fine anni Sessanta, attraverso la Fondazione “Eleonora Lorillard Spencer Cenci”, poi la Asl Roma B attivò nella clinica il suo presidio sanitario con numerosi ambulatori. E il tracollo, con i tagli progressivi della Regione Lazio che hanno smantellamento il presidio dal 2008 fino alla chiusura definitiva nel 2012. Quindi un ritorno di fiamma nel 2020, in pieno Covid, quando i residenti si trovarono senza punti di riferimento sanitari di prossimità, costretti a spostarsi per ricevere cure o a rinunciare all’assistenza. Così iniziano le battaglie per la riapertura: manifestazioni, cortei, raccolta firme, campagne mediatiche e tante promesse. E finalmente la riapertura, grazie ai fondi del Pnrr ma soprattutto alla determinazione dei cittadini e alla volontà politica della Regione Lazio, che mira a creare una sanità di prossimità per snellire le attese negli ospedali. “Prosegue l’impegno della Regione Lazio per l’apertura delle case di comunità – ha dichiarato Massimiliano Maselli”, assessore regionale alle Politiche sociali e cura alla persona, che ha sottolineato come tali strutture rappresentino “un passaggio importante verso l’obiettivo dell’integrazione sociosanitaria e la presa in carico delle persone fragili”. Le case di comunità di Ponte Mammolo e Lunghezza, inaugurate in contemporanea il 16 febbraio, grazie a un investimento di 3 milioni 500mila in gran parte provenienti dal Pnrr, hanno ricreato quella offerta di servizi in grado di assicurare accoglienza, equità e universalità delle cure, ravvivando lo spirito della riforma sanitaria del 1978. A disposizione dei cittadini il Cup, il centro prelievi, numerosi ambulatori specialistici, l’ambulatorio infermieristico, le prestazioni sanitarie per la donna e il bambino, il punto unico di accesso (Pua) per l’orientamento, l’assistenza domiciliare, i programmi di screening e il servizio di volontariato sociale. A Villa Tiburtina c’è anche l’odontoiatria sociale e pediatrica, un servizio fondamentale in un quadrante con elevate problematiche e, in entrambi le realtà, sono presenti i medici di medicina generale e il pediatra di libera scelta per la presa in carico degli assistiti. Palpabile la soddisfazione del presidente Rocca e del direttore generale della Asl Roma 2 Francesco Amato, che hanno dialogato in diretta con il direttore sanitario della stessa azienda Maria Cedrola e il presidente del VI Municipio Nicola Franco che, in contemporanea tagliavano il nastro a Lunghezza, altro significativo obiettivo in un quartiere ai margini di Roma, anche questo con elevate problematiche sociali. Due presidi lontani ma vicini, nel creare un ponte di servizi, architettura della nuova sanità territoriale.

