Sanità privata, quel contratto che tarda
Sciopero dei lavoratori e manifestazione in piazza per denunciare l’immobilismo
Contratti fermi da 8 anni per la sanità privata e da ben 14 anni per le Rsa. I lavoratori non ne possono più e il 17 aprile sono scesi in piazza, convocati dalle sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, a sostegno dello sciopero di 24 ore dei lavoratori del settore. Sulla graticola la controparte Aiop, associazione italiana ospedalità privata e Aris, associazione religiosa istituti sociosanitari. L’esasperazione ha raggiunto il massimo: “Questo insensato blocco – urlano i lavoratori all’unisono – significa non dare valore al lavoro e significa anche avere una qualità dell’assistenza più bassa. Ma, soprattutto ci sono gravi responsabilità di governo e regioni”. Maggiore motivo di indignazione è la disparità salariale rispetto ai colleghi della sanità pubblica, a parità di mansioni e funzioni. Il paradosso è che le strutture private sono in questo momento ai massimi livelli, secondo i lavoratori e i fatturati, secondo il sindacato Cisl Funzione pubblica, sarebbe aumentato del 25%, che corrisponde a 12 miliardi di euro, con un margine operativo lordo di un miliardo e cento milioni. Si parla di una differenza salariale che, in alcuni casi può arrivare a 500 euro al mese. In sintesi: le imprese continuano a fare profitto mentre i lavoratori stentano sempre di più- “Non è accettabile che il denaro dei contribuenti sia percepito da chi calpesta ogni giorno i diritti dei lavoratori”, continuano i manifestanti, che non contengono l’indignazione. Secondo i dati forniti dalle confederazioni, l’adesione allo sciopero è stata del 70% e ha riguardato tutte le figure professionali: infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sanitari e via elencando. Professionisti che nel periodo della pandemia sono stati considerati eroi e che hanno pagato un forte tributo in termini di salute, per poi essere dimenticati nel momento di sacrosante rivendicazioni. Secondo i manifestanti, non è solo la controparte Aris e Aiop responsabile dei ritardi nella firma del contratto di lavoro: anche il governo ha le sue responsabilità, concedendo finanziamenti e rimborsi per le prestazioni fornite dal privato accreditato senza fissare regole precise nei confronti dei dipendenti. Per il rinnovo del contratto nel settore privato, è da tempo mobilitato anche il sindacato Ugl Salute, che il 17 aprile ha organizzato un presidio sotto il ministero della Salute, in lungotevere Ripa, per essere poi ricevuto in delegazione dal capo di Gabinetto Marco Mattei. Tema dell’incontro, oltre alla necessità di una apertura immediata del tavolo negoziale per le trattative, l’adeguamento delle tariffe dei Drg (Diagnosis Related Groups), sistema di remunerazione delle prestazioni. Il sindacato, pur riconoscendo l’apertura ministeriale alle richieste, ha ribadito che “non sarà accettata alcuna concessione economica a favore delle strutture senza una contestuale garanzia di miglioramento delle condizioni salariali e normative per il personale”.

