In attesa della realizzazione dell’ospedale del Golfo, inserito tra i cinque che la Regione Lazio ha in programma da anni, nell’area pontina si amplia l’offerta di salute territoriale. Una corsa contro il tempo, per chiudere il capitolo Pnrr che, a fine giugno vedrà la sua conclusione con lo stop alla erogazione delle risorse. Si va così completando il puzzle dei presidi di prossimità, non senza affanni e la provincia di Latina, con due case di comunità a Formia e Gaeta e l’ospedale di comunità nella città della montagna ‘spaccata’, strutture attivate nei primi giorni di aprile, è già a buon punto. Un altro tassello del puzzle e “una macchina che si è messa in moto e non si ferma più”, commenta con soddisfazione il presidente della Regione Francesco Rocca, in visita alle ultime due strutture attivate il 13 maggio, a Latina scalo e Borgo Sabotino insieme alla nuova unità operativa di Rianimazione dell’ospedale “Santa Maria Goretti” nel capoluogo. Una riorganizzazione degli spazi, con ambienti razionalizzati e alta funzionalità delle strutture grazie a un elevato livello tecnologico delle apparecchiature. I posti letto sono 16, inclusi i due in isolamento, elevati gli standard assistenziali e la sicurezza delle prestazioni. Una rianimazione ‘polivalente’ la hanno definita perché risponde a diverse tipologie di criticità cliniche, una ristrutturazione resa possibile grazie a un investimento di quasi 7 milioni, che ha consentito la riconversione di due locali comunali, a Borgo Sabotino e Latina Scalo, di assumere la nuova veste di case di comunità, con una offerta di servizi che vanno dalla specialistica ambulatoriale – Pneumologia, Diabetologia, Cardiologia, Oculistica, Endocrinologia, Medicina fisica e riabilitativa, Ortopedia, Dermatologia, Otorinolaringoiatria – al centro prelievi e agli sportelli per le pratiche amministrative, tra cui le prenotazioni al Cup, più l’assistenza medica diurna, la continuità assistenziale, le cure domiciliari e la diagnostica di base nella sede di Latina Scalo. La presa in carico e l’approccio multidisciplinare completano il quadro di questa nuova modalità con cui il servizio sanitario si propone ai cittadini, sfidando le difficoltà legate alla atavica carenza di figure professionali, qualche resistenza per mantenere rendite di posizione e la comprensibile e complessa fase di rodaggio degli esordi.

 

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