Un altro primato negativo per la nostra sanità. Non bastavano le liste di attesa, i tempi biblici in pronto soccorso prima di essere visitati, la carenza di medici e infermieri e via elencando. Ora emerge un altro punto oscuro che deve mettere tutti in allarme: il primato delle truffe – specie quelle online e telefoniche – che usano messaggi con contenuti legati alla salute, sperando di far leva sulle paure e le emozioni delle persone, per piegarle ai voleri dei malfattori. Quelle legate alla sanità sono in costante ascesa. L’ultima novità, in fatto di raggiri, prende il nome di “smishing”, derivante dall’unione del termine “Sms” e “phishing”, che utilizza i messaggi di testo per ingannare le persone e rubare dati sensibili o denaro. Il meccanismo è ormai noto ma non tutti si rendono conto tempestivamente del pericolo. Arriva un Sms che sembra provenire da una istituzione sanitaria autentica, come ad esempio il Cup, centro unico di prenotazione, o un servizio di Asl e/o di un ospedale. Di recente sono arrivati anche avvisi relativi al rinnovo della tessera sanitaria o a pratiche afferenti all’Inps. Il tutto per carpire dati personali, codici di accesso, informazioni bancarie. Oppure si cerca di far attivare servizi telefonici a pagamento. Insomma, di tutto e di più. La vetta della perfidia è però scattata nei giorni scorsi a Roma, quando in alcuni condomini dei quartieri Talenti e Montesacro, sono apparsi avvisi con il logo della Asl Roma 1, che ha competenza sanitaria su quel territorio, affiancati dal logo della Regione Lazio, proprio come i comunicati ufficiali delle istituzioni sanitarie. Nel testo si annunciavano addirittura “controlli e ispezioni senza preavviso, volti a verificare il benessere degli animali da compagnia” dentro le abitazioni, da parte del servizio Veterinario della stessa azienda. Ovvero, una indebita intromissione negli appartamenti, con quali conseguenze è facile immaginare. Pronta e perentoria la risposta della Asl in questione, che ha divulgato l’allarme attraverso tutti i mezzi possibili, in particolare i social. “Usare il servizio sanitario pubblico come grimaldello per introdursi nelle abitazioni – è scritto sul post pubblicato, corredato di foto eloquente – non solo è scorretto, ma sfrutta in modo ignobile il sentimento di fiducia verso il personale medico e infermieristico e l’affetto per gli animali domestici, facendo leva sulle emozioni più intime per truffare i malcapitati”. La Asl ha poi sporto denuncia, invitando tutti i residenti del III Municipio a condividere la notizia. Ciò che colpisce di più è che a cadere in tali raggiri sono le persone anziane e fragili, le più esposte a tali insidie. Tanto che si moltiplicano le iniziative dei commissariati territoriali, i cui agenti promuovono eventi nei centri anziani e in luoghi di aggregazione per mettere in guardia la cittadinanza. E anche l’Inps ha messo a disposizione un vademecum per difendersi dalle truffe con uso indebito del nome dell’ente: https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/dossier/vademecum-antitruffe/vademecum.html

 

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