San Giovanni Addolorata: passato, presente e futuro. Si può condensare in questi termini l’antica storia di questo sito che oggi si presenta come ospedale ma che, nascoste agli occhi di tutti, preserva stupefacenti testimonianze archeologiche nel sottosuolo. Ed è apprezzabile la scelta della direzione ospedaliera e dei progettisti con cui – nel realizzare le opere di miglioramento strutturale di alcuni ambienti – si evocano le aree antiche che narrano la storia dell’ospedale e raccontano la sua stratificazione culturale e architettonica. Dalle domus ricchissime e lussuose, in particolare quella degli Anni (Domus Anniorum) di Domizia Lucilla madre di Marco Aurelio e la domus di Licinio Sura, fino ad arrivare alla città più umile, il quartiere delle tarbernae. Passando, attraverso i secoli, all’antica spezieria dell’ospedale. La sintesi di tutto questo è rappresentata nell’ampio atrio, ripensato in chiave moderna e accogliente, con un tuffo nei misteri del sottosuolo riportati dalle decorazioni, a memoria di un passato che non si può cancellare. Tutto all’insegna di una migliore accoglienza e umanizzazione delle cure, diritti dei cittadini sanciti da numerosi testi ma di difficile attuazione. Con il recente ammodernamento, pari a un investimento di cinque milioni, l’azienda compie un passo in avanti in questa direzione, offrendo ai cittadini la possibilità di godere di prestazioni sanitarie di alta qualità, all’insegna della funzionalità e delle nuove tecnologie, coniugate alla umanizzazione degli ambienti. Per primo il pronto soccorso, 1400 metri quadrati rinnovati e distinti secondo intensità di cura: tre sale per i soccorsi più complessi con 18 posti letto e spazio per le attese con 45 posti a sedere che, c’è da augurarsi non preludano a tempi biblici. Spesa per questi primi 900 metri quadrati 2,1 milioni con risorse del Giubileo. Per la media e bassa intensità di cure sono stati impiegati fondi aziendali pari a 1,2 milioni per allestire in un ambiente di 454 metri quadrati 12 posti letto, spazi per l’attività clinica e di supporto, locali tecnici e sala di attesa con sei posti a sedere. Dal corpo A, dove è ubicato il pronto soccorso, si passa al corpo B anche questo interessato alla ristrutturazione del reparto Ortopedia con risorse destinate all’edilizia sanitaria pari a 1,3 milioni per 52 posti letto distribuiti su un’area di 1500 metri quadrati, dotata di moderne dotazioni tecnologiche e impiantistiche. Del corpo C, dove è situato l’evocativo atrio centrale, con 250mila euro per 670 metri quadrati si è fatta una moderna hall ripensata in chiave confortevole e accogliente, con spazi destinati alla comunicazione al cittadino in cui, con la pregevole evocazione storico-archeologica del passato, convivono criteri di sicurezza e confort, finalizzati a offrire prestazioni di elevata qualità ed  efficienza. “Interventi che rispondono all’esigenza di coniugare innovazione e scelte architettoniche orientate al paradigma dell’umanizzazione delle cure”, ha dichiarato Maria Paola Corradi, direttore generale dell’Azienda. Scelte che, guardano al passato, migliorano il presente e, in linea con i programmi aziendali, disegnano un futuro che vede una sanità regionale vicina al paziente. (Nella foto: giardini dell’ospedale San Giovanni)

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