San Camillo, pronto soccorso dal volto nuovo
Il restyling precede ulteriori ampliamenti e delle aree dedicate ai ricoveri d’urgenza
Regione Lazio, continua il tour delle inaugurazioni. Non solo case di comunità e presidi territoriali, anche gli ospedali fanno la loro parte. Il 15 maggio è il turno del San Camillo di Roma. Dopo il battesimo della nuova Rianimazione al Santa Goretti di Latina mercoledì 13, ora è il grande ospedale della capitale a ricevere nuova linfa nel punto più critico: il pronto soccorso. Un biglietto da visita spesso stropicciato, che si è provveduto a ristampare dando un nuovo volto all’accoglienza in emergenza. Ampliata e completamente rinnovata l’area a disposizione, con 650 metri quadrati in più di alta tecnologia; una nuova shock-room dedicata al trattamento dei pazienti particolarmente critici; postazioni riservate all’isolamento dei soggetti a rischio infettivo. L’aspetto innovativo è anche nella garanzia della riservatezza del paziente: opportune tende separatrici motorizzate auto-sanificanti e flessibili, con possibile trasformazione in box per consentire manovre di rianimazione o piccoli interventi chirurgici. Il nuovo pronto soccorso dell’ospedale sulla Gianicolense ha visto la presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca prima di consegnarsi allo sguardo incuriosito e trepidante dei pazienti in attesa. A fare gli onori di casa il direttore generale Angelo Aliquò, accompagnato dai collaboratori Gerardo De Carolis ed Eleonora Alimenti, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo. “Il San Camillo è un centro di emergenza straordinario, capace e professionale – ha dichiarato Rocca – da oggi sarà uno dei luoghi di lavoro più dignitosi e funzionali per l’accoglienza delle grandi emergenze, dei codici rossi”. Una inderogabile esigenza, insieme a quella di garantire percorsi più fluidi e razionali in un reparto che registra grandi numeri: 44.417 accessi, a cui si aggiungono 6.208 accessi al pronto soccorso ostetrico-ginecologico e 9.614 a quello pediatrico. I lavori, durati più o meno un anno, hanno comportato un investimento di 1,2 milioni di euro di fondi regionali. L’area accoglienza e attesa triage è differenziata in base alle condizioni di accesso. Proprio nella nuova disposizione delle aree, nei percorsi di accesso, nella differenziazione in base alle condizioni di gravità consiste l’innovazione, volta a evitare indesiderate commistioni, ad accelerare la presa in carico, a razionalizzare l’assistenza in emergenza. Tra i pazienti in arrivati in condizioni più serie, lo scorso anno 268 sono giunti in eliambulanza, oltre 17mila erano codici rossi e gialli e quasi 15mila necessitavano di ricovero diretto. “Gestiamo, in media circa 163 pazienti al giorno: molti sono codici rossi ma, nonostante la complessa ristrutturazione, non abbiamo mai interrotto l’attività istituzionale” ha dichiarato il direttore Aliquò.

