Una tappa che non rappresenta una gara ma una conquista: 28 maggio, il San Camillo celebra i mille trapianti di fegato. Non è solo un numero o una medaglietta da appendere al collo ma il riconoscimento di 25 anni di duro lavoro, di competenze acquisite, di collaborazione e, ci si consenta di dire, di soddisfazione. Non è tanto il numero degli interventi eseguiti, in un dipartimento Trapianti che della organizzazione e della professionalità ha fatto la sua ragione d’essere ed è in grado di eseguirne ben tre in un solo giorno. Ma è un percorso che racconta il senso di un’eccellenza sanitaria costruita nel tempo: da 35 trapianti annui nel 2020 a oltre 100 nel 2024 e nel 2025. Già 58 interventi nei primi quattro mesi del 2026, con circa il 40 per cento dei pazienti proveniente da fuori regione. Al centro di questo risultato c’è la Chirurgia generale e trapianti che, come una acclamata orchestra è stata in grado di accordare nel tempo tutti gli strumenti, grazie al suo direttore Giuseppe Maria Ettorre, alla guida del qualificato staff dal 2007 con una visione chiara: assurgere a essere polo di riferimento nazionale e internazionale per i casi più complessi, considerato che Il 30 per cento dei pazienti arriva in condizioni critiche d’urgenza, il 40 per cento con patologia oncologica. Un risultato possibile grazie a un modello di collaborazione ben rodato: l’Unità di Anestesia e rianimazione che diventa determinante nella gestione peri operatoria e nella sicurezza dei pazienti grazie all’impronta data dal direttore Luigi Tritapepe; la gestione efficace dei casi da parte del  Centro regionale trapianti Lazio guidato da Mariano Feccia, che garantisce cura l’intero processo donativo e la piena integrazione con l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, che cura la chirurgia dei pazienti contagiosi. Da rilevare inoltre il potenziamento del reparto, rinnovato e dotato di tecnologie all’avanguardia poco più di sei mesi fa, con un importante investimento regionale. “Il successo dei mille trapianti di fegato è il frutto di un modello di collaborazione interaziendale approvato e sostenuto dalla stessa Regione Lazio, che ha investito in questo progetto risorse, competenze e visione nel tempo” commenta una nota aziendale e non si può che concordare.

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