Nasce sotto un cattivo auspicio l’ospedale di comunità di Monteverde. O almeno così pensano alcuni dipendenti dell’ospedale San Camillo di Roma, accorsi a curiosare dopo la macabra scoperta di giovedì 24 luglio quando in mattinata, un operaio ha trovato nel vano di un ascensore inutilizzato uno scheletro umano sepolto sotto un cumulo di rifiuti. Il rinvenimento nel vecchio reparto Monaldi, tra la mensa dipendenti e il parcheggio visitatori, un tempo sede del glorioso laboratorio di Virologia poi abbandonato, ristrutturato tra il 1999 e il 2000 e di nuovo lasciato deperire: soldi pubblici mal impiegati. Ė del 2017 la denuncia del quotidiano “La Repubblica”, che raccontava come il vetusto padiglione fosse diventato ricovero di sbandati, senza tetto e tossicodipendenti, a cui seguì uno sgombero forzato, per poi assistere di nuovo al nulla cosmico che ha circondato per anni l’edificio. Finché, grazie ai fondi del Pnrr, non si è deciso di realizzare al suo interno l’ospedale di comunità della Asl Roma 3, con un investimento di 9 milioni, importanti opere di ristrutturazione e un ospedale attiguo, il Forlanini, vuoto dal 2015 e lasciato in abbandono. Sicuramente meno problematico per essere adibito ai nuovi usi, specie nello storico padiglione centrale. Così, l’avanzare dei lavori nel nosocomio sulla Gianicolense ha rivelato l’amara sorpresa. Secondo gli esperti le ossa umane risalirebbero a diversi anni fa, andando a infittire il mistero su chi e come possa aver concluso i suoi giorni in tale squallido scenario. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della stazione Monteverde Nuovo. Loro che, ironia della sorte, al Forlanini hanno trovato posto fissando  la propria sede all’interno di un padiglione ristrutturato. Al San Camillo, i militari hanno isolato la zona e richiesto l’intervento della sezione rilievi del nucleo investigativo di via in Selci, accorsa sul posto con il medico legale che ha eseguito una prima analisi dei resti, cui seguiranno indagini genetiche per capire di più sulla identità, grazie anche all’incrocio dei dati sulle persone scomparse negli ultimi venti anni nella zona di Roma. Non è il primo caso relativo al ritrovamento di un cadavere in un ospedale. Nel febbraio 2020 analoga scioccante sorpresa si palesò in una intercapedine del vano areazione di un reparto del Policlinico Gemelli, sempre nel corso di opere di ristrutturazione. Al cadavere fu poi attribuita l’identità di Hant Valer, 45enne romeno senza fissa dimora, ricoverato nell’ospedale e poi sparito. E al San Camillo, nel dicembre 2004, proprio dalla collinetta su cui sorge il Monaldi, fu lanciato l’allarme per il presunto ritrovamento di un neonato morto. Per fortuna, si trattava solo di un bambolotto.

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