Un anno e mezzo di lavori e un milione di investimento. Così la storica palazzina di inizio Novecento in via Sabrata, quartiere Nomentano, ha ripreso vita e, soprattutto è tornata ad essere valido punto di riferimento per la promozione e tutela della salute mentale. Più di 2mila metri quadrati, che risentivano fortemente delle insidie del tempo, cambiano pelle diventando un luogo accogliente, moderno e funzionale. Un’assimilazione totale tra la riconquistata dignità del luogo e la dignità che il dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 1 – diretto da Giuseppe Ducci – intende restituire alle persone con qualche difficoltà, ha commentato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha puntualizzato: “Ė uno degli intenti principali della Regione Lazio investire in salute mentale, una necessità per migliaia di cittadini che in questo centro trovano una risposta immediata ai loro bisogni, senza necessità di prescrizione o appuntamento”. Un servizio riportato a nuova vita grazie all’impiego di un finanziamento fermo da nove anni: il prolifico articolo 20 della legge 67 del 1988, con fondi destinati all’edilizia sanitaria, una notevole riserva di risorse arrivata solo oggi alla terza fase di attuazione, a cui si sono uniti fondi di una delibera di giunta regionale – la 861 del 2017 – più ulteriori finanziamenti dal cosiddetto decreto Aiuti, un provvedimento del 2022 unito a 200mila euro destinati alla manutenzione interna della Asl. Un concerto di risorse che hanno consentito un intervento radicale: una superficie completamente riorganizzata, tra impianti adeguati ai nuovi standard di sicurezza, isolamento termico, spazi esterni riqualificati, servizi igienici rinnovati con docce anti-gesti autolesionisti, intonaco esterno e copertura rinnovati, arredi completamente sostituiti. In tal modo, il centro di salute mentale è pronto a mettere a disposizione i cinque servizi, coordinati dallo psichiatra Dario Carrus, che spaziano dall’ambulatorio per adulti, con oltre mille persone seguite, alla struttura residenziale riabilitativa, dove 16 posti letto diventano un’opportunità per percorsi intensivi di recupero e reinserimento sociale. Poi c’è l’ambulatorio che accoglie i giovani tra i 14 e i 25 anni,un servizio fondamentale che supera le 13mila prestazioni annuali quindi, il centro diurno a cui si rivolgono 90 utenti e, punta di diamante del presidio, il servizio per i Disturbi del comportamento alimentare, con più di 50 persone seguite anche con il cosiddetto “pasto assistito”. Un punto di riferimento importante, per restituire ai pazienti la ripresa integrale delle attività di promozione e tutela della salute mentale, attraverso la prevenzione in primo luogo, rivolta specialmente ai giovani nella fascia tra i 14 e i 25 anni, la cura e la riabilitazione. Perché nessuno deve essere mai lasciato solo e “occorre dare ai pazienti una prospettiva di vita”, ha evidenziato il direttore generale della Asl Roma 1 Giuseppe Quintavalle, che non intende fermarsi a questo lusinghiero risultato ma andare avanti per garantire assistenza a 360 gradi in tutto l’arco della vita.

 

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