Salute mentale nodo centrale della sanità
Si apre a Bergamo il XIII Congresso nazionale del coordinamento degli Spdc
Psichiatria del domani, il programma è racchiuso in un titolo: “Progettare il futuro: Spdc aperti a una società in trasformazione”. C’è tutto nella scelta che il Coordinamento nazionale dei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) ha operato in occasione del congresso nazionale che si svolgerà a Bergamo dal 15 al 17 gennaio, che vede al centro dei lavori le novità introdotte dal Piano d’azione nazionale per la salute mentale (Pansm), approvato dalla Conferenza Stato-Regioni a fine 2025, che punta a un nuovo orientamento della psichiatria pubblica, dopo oltre vent’anni di progressivo indebolimento dei servizi. Al centro dell’attenzione, una nuova strutturazione e organizzazione dei presidi, che traduca quanto previsto dal Piano in azioni destinate alla pratica clinica. Tra i relatori Alberto Siracusano, coordinatore del Tavolo tecnico ministeriale che ha elaborato il Pansm, da poco nominato presidente del Consiglio superiore di sanità, Giuseppe Nicolò, coordinatore vicario del Tavolo e il presidente della Società Italiana di Psichiatria, Guido Di Sciascio. Secondo i rappresentanti del Coordinamento Spdc, il Piano presenta cinque elementi di novità. Il primo è la programmazione nazionale unitaria, per contrastare la frammentazione territoriale del Servizio sanitario e il progressivo impoverimento dei servizi di salute mentale, penalizzati negli ultimi decenni da scelte competitive e disomogenee. Il secondo riguarda il rilancio della centralità dei dipartimenti di Salute mentale nella gestione delle cure: pur riconoscendo il ruolo di soggetti privati e del terzo settore, il Piano salute mentale riafferma la responsabilità pubblica nella gestione della domanda e nell’assicurare risposte eque e universalistiche. Il terzo punto è l’integrazione dei percorsi di cura, sia tra ospedale e territorio sia tra i diversi ambiti della salute mentale: psichiatria dell’adulto e dell’età evolutiva, dipendenze, disagio psicologico. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale e presa in carico coerente con i bisogni delle persone. Il quarto elemento riguarda la definizione di percorsi strutturati per i pazienti autori di reato, con l’intento di coniugare assistenza, sicurezza e tutela degli operatori. Infine, il Piano prevede un finanziamento dedicato su base triennale, risorse considerate ancora insufficienti a colmare tutte le carenze accumulate ma che riportano la salute mentale al centro dell’agenda politica. Secondo Emi Bondi e Giancarlo Cerveri, presidenti del Coordinamento, “il Pansm affronta le principali criticità emerse negli ultimi anni: l’aumento del disagio tra gli adolescenti, l’impatto delle nuove sostanze d’abuso, i bisogni specifici dei migranti, la gestione dei percorsi psichiatrico-forensi e la fragilità della popolazione anziana e gli Spdc sono un nodo strategico quale principale accesso alle cure nei momenti di acuzie”. Filo conduttore dell’evento è il superamento dello stigma, che coinvolge tutti i professionisti dei servizi nell’obiettivo di porre la salute mentale al centro delle politiche sanitarie e sociali.

