Salute e territorio, le ambizioni del Campus
Accordo con istituzioni e realtà professionali per la Fondazione di Trigoria, che mira all’espansione
Promuovere eccellenza in ambito clinico-assistenziale, formativo e di ricerca. Ė questo l’intento alla base dell’accordo di collaborazione, sottoscritto il 3 dicembre a Roma, tra l’Associazione dei Cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (Acismom) e la Fondazione Policlinico universitario Campus Biomedico di Roma, insieme all’omonima Università. Tre anni di intesa, rinnovabili, che si basano sul potente supporto di “valori comuni radicati nella tradizione cristiana e nella centralità della persona” annuncia un comunicato congiunto, che ne illustra gli obiettivi: sviluppo di percorsi assistenziali integrati in aree cliniche strategiche quali ortopedia, riabilitazione neuromotoria, diabetologia ed endocrinologia, oncologia e genetica medica. Particolare attenzione sarà dedicata alla ricerca scientifica su malattie dell’apparato locomotore, neuroscienze, malattie neurodegenerative, oncologia e alla formazione di studenti e specializzandi. Ulteriori attività di aggiornamento professionale completano il quadro dell’intesa, il cui punto di forza è la collaborazione per interventi in occasione di pubbliche calamità e progetti di cooperazione internazionale. Per Edoardo Bellomo, direttore generale Acismom per la sanità, “unire le nostre competenze nell’assistenza riabilitativa e nei servizi ambulatoriali significa offrire risposte più qualificate ai bisogni di salute dei pazienti”. Analoga soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Università e Policlinico Campus Biomedico Carlo Tosti, che sottolinea le analogie dei riferimenti valoriali delle due istituzioni sanitarie. ““Questo accordo nasce da un comune sentire, dall’ispirazione cristiana delle nostre iniziative e dal desiderio di impegnarci per il benessere della persona”. Un intento che si manifesta, per la Fondazione di Trigoria, con ulteriori programmi destinati al territorio. In tal senso va interpretato il cosiddetto “From One Health to Open Health”, progetto di sviluppo della crescita sostenibile in farmacia, basato sull’ormai inflazionato “One Health”, definito dall’Organizzazione mondiale della sanità come un approccio integrato e unificante che mira a equilibrare e coniugare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. In linea con il modello di “Farmacia dei servizi”, che si sta imponendo con l’offerta di prestazioni aggiuntive, rispetto alla mera vendita di farmaci, il progetto promosso dal Campus – con il contributo non condizionante dell’azienda farmaceutica Zambon – da marzo 2026 prevede l’attivazione di programmi formativi per rafforzare il ruolo delle farmacie. L’educazione continua dei farmacisti (Ecm) sarà il punto centrale del programma, per arrivare all’obiettivo di un presidio sanitario di prossimità attento ai bisogni sociali e ambientali del territorio. Tema al centro della formazione mirata sarà l’uso responsabile dei medicinali, secondo l’appropriatezza terapeutica stabilita dal medico e il corretto smaltimento delle specialità inutilizzate o scadute. Alla base di tutto una corretta ed efficace comunicazione orientata alla prevenzione, per diffondere nella collettività abitudini orientate al benessere individuale e alla sostenibilità ambientale.

