“Salute bene per tutti”. Lo dice la Corte
Una sentenza del 2024 vincola le risorse al rispetto dell’articolo 32 della Costituzione
Ė il dilemma dell’apparire, quello che deve aver colto il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto), che ha disertato, fra mille polemiche, l’appuntamento al Meeting di Rimini, inviando solo un videomessaggio all’evento “La salute è un bene per tutti”, in cui ha lasciato fare la parte del leone al giudice della Corte costituzionale Luca Antonini (https://www.sireneonline.it/wordpress/antonini-consulta-una-sanita-sempre-piu-americanizzata/). Come magistralmente sintetizzato da Nanni Moretti, nel film Ecce Bombo del 1978, il titolare del dicastero deve aver compreso che la sua assenza – in concomitanza con le polemiche sollevate sulla politica vaccinale – sarebbe stata ben notata dagli esperti del settore, che hanno dovuto confidare soltanto in una veloce dichiarazione da remoto. “Non vogliamo più un Servizio sanitario di serie A e uno di serie B – ha esordito – con la prossima Finanziaria ci saranno ulteriori risorse per il 2026 pari a 2 miliardi, che si aggiungono ai 4 miliardi già previsti nella scorsa legge di bilancio”. Nelle intenzioni del ministro, c’è la lotta alle liste di attesa, per cui esiste già un provvedimento che, causa risorse insufficienti, non ha prodotto grandi effetti. Ulteriore attenzione sarà posta alla carenza di personale mentre, per i medici di famiglia, si dovrebbe arrivare a un accordo per l’impiego nell’arco di 12 ore al giorno dei camici bianchi nelle nuove strutture territoriali – case e ospedali di comunità – finanziate con fondi Pnrr, che stentano a decollare per penuria di addetti. Presente all’incontro del 25 agosto il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, che ha illustrato le difficoltà in cui si è trovata la Regione, come tutte quelle in piano di rientro, a causa dell’inadeguato finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Un fondo che solo dal 2020 è stato incrementato, a causa della pandemia e che non è riuscito a compensare il gap provocato da anni e anni di definanziamento. E per rimarcare il ruolo di indirizzo che, in materia sanitaria, deve avere la politica il presidente del parlamentino di via della Pisana, forse in omaggio all’illustre ospite della Consulta, ha citato la sentenza 195 che la stessa Corte costituzionale ha pronunciato nel 2024, con cui si stabilisce come “le spese per la tutela della salute dei cittadini siano costituzionalmente necessarie per il diritto garantito dall’articolo 32″. Niente di più lontano dai tagli indiscriminati alle nostre strutture e dalle valutazioni ragionieristiche, che hanno portato le passate giunte regionali del Lazio a chiudere 16 ospedali e tagliare ben 3.600 posti letto.

