Al Cto Alesini c’è Tobia: la cura cambia volto
Nell’ospedale romano percorsi assistenziali dei pazienti non collaboranti o in condizioni cliniche e relazionali complesse.
Cto, Centro traumatologico ortopedico ‘Andrea Alesini’ di Roma, il progetto Tobia approda qui e mette a sistema i percorsi assistenziali della Asl Roma 2 dedicati a disabili gravi ‘non collaboranti’, già presenti in altre strutture. Tobia non è solo il nome del personaggio biblico considerato uomo buono e giusto che si prendeva cura dei più bisognosi. In questo caso si tratta dell’acronimo di “Team operativo bisogni individuali assistenziali”, un progetto con una solida storia dietro, nato all’ospedale San Paolo di Milano nel 2001 grazie a una intuizione del medico Filippo Ghelma, approdato al San Camillo Forlanini di Roma con Stefano Capparucci, fisioterapista da decenni impegnato nella risposta ai bisogni sanitari e sociali dei più fragili. Campanello d’allarme, sulla condizione di persone con difficoltà di “presa in carico”, fu lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2002, con cui nel “Rapporto sulla equità sanitaria per i disabili”, si evidenziò la minore aspettativa di vita di queste persone, che spesso hanno difficoltà perfino ad accedere ai presidi sanitari pubblici. Un monito raccolto, da Milano a Roma e ben presto in tutto il Lazio, territorio in cui 15 strutture sanitarie stanno a mano a mano adottando tale protocollo che si giova di apposite linee guida regionali, di una cabina di regia e ha visto la formazione di 80 professionisti di varie discipline. Tanto impegno che, dal 3 dicembre 2023, data di esordio del progetto all’ospedale San Giovanni di Roma, prende sempre più consistenza in vari presidi del Lazio. “Ė un traguardo che consolida un modello sanitario fondato sulla presa in carico globale, sulla continuità delle cure e su un’idea di ospedale sempre più attenta alla dignità della persona”, è scritto in un comunicato la direzione aziendale. Un richiamo allo stesso spirito che animava il compianto direttore generale Andrea Alesini, medico scomparso prematuramente nel 1996, che mise al centro della sua missione una sanità al servizio dei cittadini, in nome della umanizzazione delle cure. Di ambiente più accessibile, umano e vicino ai bisogni dei pazienti, parlano all’unisono i vertici aziendali, presenti nel giorno di avvio del progetto, con Maria Cedrola direttore sanitario della Asl Roma 2, insieme al vicepresidente della Commissione Affari sociali e sanità della Camera Luciano Ciocchetti, all’assessore alle Politiche sociali e servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli, forte sostenitore del progetto e al presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. Oltre agli ambienti rinnovati, supportano ‘Tobia’ professionisti con specifica formazione e protocolli di riferimento, per garantire universalità, appropriatezza ed equità di trattamento. Ė la manifestazione della direzione che sta assumendo la sanità pubblica nel Lazio, che mette al centro le fragilità e comunica con i cittadini, riservando una piattaforma regionale sul sito: https://www.salutelazio.it/servizi-tobia. Perché nessuno deve restare senza risposta.

